PRC Cosenza. Segretario e dirigenti lasciano partito: aprire una fase nuova nella Sinistra italiana

PRC: COSENZA, SEGRETARIO E DIRIGENTI LASCIANO PARTITO


   (ANSA) - COSENZA, 4 GIU - Un gruppo di dirigenti e militanti

di Rifondazione comunista - Sinistra europea della provincia di

Cosenza, tra cui il segretario provinciale Angelo Broccolo, si

sono dimessi dal partito.

   "Consideriamo conclusa la nostra militanza - è scritto in

un documento - un partito cui vanno riconosciuti meriti storici

indiscutibili, perché ha consentito in fasi difficili e

complesse della recente fase storico-politica una

contrapposizione intellettuale collettiva alla deriva

neoliberista, sancita simbolicamente dal crollo dell'Europa

dell'est. Nato dalla spontanea e sentita necessità di opporre

un netto rifiuto alla deflagrazione del Pci e dalla successiva

adesione di altre forze politiche e soggettività del variegato

mondo dell'antagonismo, il Partito della Rifondazione Comunista,

sotto la direzione del compagno Fausto Bertinotti, ha saputo

cogliere in anticipo, rispetto a tante letture stantie ed

omologate, la multiforme galassia delle soggettività

antagoniste capaci di opporsi  alla devastante fase di dominio

del neoliberismo, che nelle giornate di Genova hanno segnato il

punto più alto (e tragico) di una elaborazione inedita di

organizzazione del conflitto".

   "I successivi passaggi, in maniera particolare la fase di

analisi precedente alla formazione del governo Prodi - prosegue

il documento - hanno segnato tuttavia una insufficiente

valutazione delle dinamiche sociali in atto, con la conseguenza

di un'impotenza istituzionale che ha prodotto una verticale

perdita di credibilità politica e di consenso. Oggi, i ritardi

enormi nella ipotesi di costruzione di una Federazione della

Sinistra, che per definizione dovrebbe avere come obiettivo

necessario da perseguire l'aggregazione di quanto esiste nei

vari segmenti partitici e con ancor più tenacia quanto esiste

fuori dai partiti, sembrano allontanare ogni possibilità di

aprire una seria interlocuzione con la multiforme galassia di

soggettività politiche, sociali, associative, di movimento che

esprime, insieme ad un disagio diffuso, l'esigenza di ritrovare

luoghi aperti di partecipazione ed elaborazione".

   "E' innegabile infatti - prosegue il documento - che

Rifondazione Comunista, pur nella versione allargata della

Federazione della Sinistra, non è più in grado di dare una

risposta a questa esigenza di partecipazione ed elaborazione,

orientata com'é a farsi portatrice di istante testimoniali ed

identitarie che, per quanto suggestive, non possono a nostro

avviso esaltare 'hic et nunc', l'entusiasmo necessario per un

tentativo di ricomposizione largo, diffuso e partecipato di

quanti avvertono la necessità di avviare una fase costituente

di una soggettività al tempo stesso radicale, libertaria,

egalitaria. Crediamo che si debba aprire una fase nuova nella

storia politica della Sinistra italiana".

   "La Sinistra italiana - è scritto ancora nel documento - è

chiamata ad assumersi le responsabilità di questa fase storica.

Si deve aprire una seria discussione a sinistra che punti a

innovare la sua missione politica e superare frammentazioni e

limiti che le hanno impedito in questi ultimi anni di essere

soggetto politico credibile, autorevole e realmente alternativo

al centrodestra. I rischi, come dicevamo, sono notevoli e

chiunque si ostini a perseguire una politica di bottega e di

autoconservazione rischia di porsi al di fuori dalla Storia.

Riteniamo che sia giunto il momento, non più rimandabile, di 

lavorare a un percorso che miri alla nascita di un nuovo

soggetto politico della sinistra italiana, un soggetto forte,

unito e plurale, che riesca a diventare punto di riferimento

credibile per tutte quelle soggettività che, pur essendo

portatrici di istanze sociali e valori chiaramente riconducibili

alla storia del pensiero e del movimento operaio, non trovano

negli attuali partiti della sinistra alcuna forma di

rappresentanza"