'Ndrangheta, Milano. Cinque condanne per clan Barbaro
MILANO, 11 GIU - Sono stati condannati a pene fino a
nove anni di reclusione cinque imputati, accusati di
associazione mafiosa e considerati le nuove leve del clan
Barbaro-Papalia, attivo nel settore del movimento terra nel
milanese.
La sentenza e' stata emessa dai giudici della settima sezione
penale del tribunale di Milano. Tra i condannati figura anche
l'imprenditore milanese Maurizio Luraghi, a cui i giudici hanno
inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione. L'imprenditore, secondo
l'accusa, avrebbe messo a disposizione del clan la sua azienda,
la 'Lavori stradali Srl'. Il presunto boss dell'ndrangheta
Salvatore Barbaro, ritenuto il promotore dell'organizzazione
mafiosa, è stato condannato a 9 anni di carcere, mentre il
padre Domenico e il fratello Rosario sono stati condannati a 7
anni. Sei gli anni di reclusione inflitti a un altro degli
imputati, Mario Miceli. E' stata assolta, invece, la moglie di
Luraghi, Giuliana Persegoni.
Stando alle indagini del pm della Dda di Milano, Alessandra
Dolci, il clan Barbaro avrebbe controllato i lavori di
movimentazione terra nei comuni a sud del capoluogo lombardo e,
in particolare, a Buccinasco, smaltendo anche rifiuti tossici
nelle terre dei cantieri dove lavorava il clan.
Il collegio, presieduto da Aurelio
Barazzetta, ha escluso, pero', per i cinque condannati
l'aggravante dell'aver agito con le armi ed ha concesso a
Luraghi le attenuanti generiche. Per lui il pm aveva chiesto 8
anni di carcere. Per Salvatore Barbaro (il pm aveva chiesto 15
anni) è caduta l'accusa di estorsione aggravata. Inoltre, i
giudici hanno disposto la confisca delle quote sociali delle
aziende utilizzate dalla cosca, tra cui la 'Lavori stradali' di
Luraghi.
Per Domenico, Salvatore e Rosario Barbaro, inoltre, il 30
giugno prossimo comincerà l'udienza preliminare relativa
all'inchiesta 'Parco Sud' della Dda di Milano che, lo scorso 3
novembre, portò a nuove ordinanze di custodia a carico loro e
di altre 14 persone. Sempre la famiglia Barbaro, infatti, erede,
secondo l'accusa, di Rocco e Antonio Papalia, 'storici' boss in
Lombardia, avrebbe imposto, nonostante i tre fossero in carcere
dall'estate del 2008 per il procedimento 'Cerberus' conclusosi
oggi, le loro 'regole' nel settore immobiliare e nei cantieri
nella zona sud di Milano. Potendo contare anche su una spa,
quella dell'imprenditore Andrea Madaffari, anche lui finito in
carcere. Dall'operazione 'Parco Sud' è scaturito poi il nuovo
filone di indagine che, il 22 febbraio scorso, ha portato in
carcere l'ex sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio (Milano),
Tiziano Butturini, e il consigliere comunale del Pdl di
Trezzano, Michele Iannuzzi. (ANSA)
