'Ndrangheta, blitz cc. Omicidio Stefanelli, la lupara bianca a Torino

NDRANGHETA: OMICIDIO STEFANELLI, LA LUPARA BIANCA A TORINO
(V. 'NDRANGHETA: BLITZ CC, ARRESTI E...' DELLE 7.10 CIRCA)
   (ANSA) - TORINO, 10 GIU - Affonda le sue radici in uno dei
più drammatici casi di lupara bianca sotto la Mole - l'omicidio
nel 1997 di Antonio e Antonino Stefanelli e di Franco Mancuso -
l'inchiesta che ha portato al blitz dei carabinieri di questa
notte. Un feroce regolamento di conti, nell'ambito di una
violenta faida tra famiglie della 'ndrangheta, che ha richiesto
anni di indagini.
   Tutto ha inizio nel maggio del 1996, con il ritrovamento nei
boschi di Chianocco (Torino), in Val di Susa, del cadavere
bruciato di Francesco Marando, 37 anni, latitante da qualche
mese dopo una fuga dal repartino detenuti dell'ospedale di
Genova, dove stava scontando una condanna a 18 anni per droga.
   Il fratello della vittima, Domenico Marando, all'epoca
considerato un boss emergente della 'ndrangheta sia nel torinese
che a Plati', in provincia di Reggio Calabria, accusa Antonio
Stefanelli, rampollo di una famiglia mafiosa di Oppido Mamertina
(Reggio Calabria), di essere stato i mandante dell'omicidio.
   I tentativi del padre del giovane, Antonino, di far
riappacificare le due famiglie sono inutili. Quando si
presentano nella villa dei Marando, in frazione Tedeschi di
Volpiano (Torino) accompagnati da due guardaspalle, Francesco
Mancuso e Roberto Romeo, scoppia l'inferno. I primi tre vengono
uccisi sul posto e i loro cadaveri fatti sparire, forse sepolti
in qualche cava, insieme alla loro auto, un'Alfa 164 verde
scuro.
   Romeo, che era rimasto all'esterno, riesce a fuggire, ma
pochi mesi dopo sarà rintracciato e giustiziato in una stradina
dietro all'ex stabilimento Fiat di Rivalta (Torino).
   Nel 1998 le indagini dei carabinieri e della magistratura
portarono all'arresto di Domenico Marando e Giuseppe Leuzzi, un
intermediario a cui si era rivolta la famiglia Stefanelli. Il
resto è storia di questi giorni.(ANSA).