Morte Cantafio, il padre: mio figlio è stato ucciso

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CATANZARO, 4 GIU - "Mio figlio è stato ucciso

perché aveva deciso di smettere con la droga e di andare via da

Catanzaro e probabilmente i suoi spacciatori avevano paura che

potesse denunciarli". E' questa la ricostruzione fatta da

Vincenzo Cantafio, padre di Aldo Maria, l'uomo di 41 anni morto

nelle settimane scorse a Catanzaro per una overdose di droga.

   Vincenzo Cantafio ed il suo legale, l'avvocato Elio Massimo

Iozzo, hanno tenuto stamani una conferenza stampa per illustrare

la loro ricostruzione dei fatti e per chiedere alla Procura di

Catanzaro di non fermarsi nelle indagini.

   Dopo la morte dell'uomo sono state arrestate due persone,

Franco Simone Bevilacqua e Fabio Critelli, accusati di morte

come conseguenza di un altro reato perché sospettati di avere

ceduto la dose mortale di droga a Cantafio.

   "Aldo - ha aggiunto Cantafio - stava cercando anche di

pagare un debito con gli spacciatori. Abbiamo infatti trovato

una busta paga con la data cambiata che presumibilmente doveva

essere data a garanzia per il debito. Il suo ultimo giorno di

vita, mio figlio è uscito in gran fretta dalla sua abitazione e

si è recato in Via Teano dove poi è morto. E' difficile

pensare che una persona che aveva già assunto la droga

riuscisse a guidare l'automobile per arrivare al quartiere

Aranceto e poi salire quattro piani a piedi per entrare

nell'appartamento dove è morto".

   Lunedì prossimo Vincenzo Cantafio si recherà dal sostituto

procuratore della Repubblica di Catanzaro, Alberto Cianfarini,

al quale chiederà di continuare ad indagare. "Da alcuni giorni

- ha concluso Cantafio - mio figlio continuava a ripetere che

voleva andare via da Catanzaro perché si sentiva oppresso. Ci

sono poi tutta una serie di elementi, che fornirò lunedì

mattina alla Procura, che ci inducono a pensare che la dose che

ha ucciso mio figlio gli è stata inoculata da qualcuno che lo

riteneva ormai una persona scomoda".

   L'avvocato Iozzo ha evidenziato che "nell'appartamento di

Via Teano è accaduto qualcosa di molto grave. Noi chiediamo al

pm di valutare tutti gli elementi perché in presenza della

morte di una persona non si può trascurare nulla per giungere

alla verità. Stiamo effettuando le nostre indagini e gli

elementi che raccoglieremo li forniremo alla magistratura in

modo da poter arrivare alla verità"