Medici Cosenza scrivono a Scopelliti: salvare ospedale Annunziata
COSENZA, 11 GIU - Un gruppo di 75 medici ha rivolto
un appello al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti,
affinché sia salvato l'ospedale Annunziata di Cosenza.
L'appello è stato sottoscritto, al di là delle appartenenze
politiche e sindacali, perché l'ospedale "ha bisogno di 'cure'
immediate per potere dare risposte adeguate ai bisogni di salute
dei calabresi". I medici chiedono a Scopelliti ed alla Giunta
di farsi promotori di un "progetto di riqualificazione e di
rilancio della struttura, ormai ridotta alla stregua di un
malato terminale".
"Stiamo vivendo una grande preoccupazione - è scritto
nell'appello (primi firmatari Teresa Papalia, Francesco Rose,
Luciano Di Leone, Maria Sicilia e Gianfranco Scarpelli) - per le
condizioni in cui versa l'Ospedale di Cosenza e per le notizie
sempre più disastrose sui limiti economici imposti dal piano di
rientro. Agli amministratori calabresi della salute e a tutte le
forze sane di questa Regione chiediamo uno scatto di dignità
che allontani e isoli la malapolitica, e faccia emergere un
progetto di reale e vitale ricostruzione di tutto il pianeta
sanità regionale e del nostro ospedale. Come medici siamo
convinti che il rischio più grande è quello di arrendersi di
fronte a questa realtà di disfacimento che ormai
quotidianamente offre soltanto titoli di malasanità ai giornali
e poche o nulle motivazioni ai lavoratori".
"Riteniamo non più procrastinabile - proseguono i medici -
che i cittadini abbiano riconosciuto il diritto di cura nella
propria terra e che gli operatori sanitari abbiano quella
serenità necessaria per lavorare in un settore così delicato.
Come medici reclamiamo un servizio più efficiente sia dal punto
di vista organizzativo che qualitativo, come utenti abbiamo
necessità di vedere riconosciuto il diritto a un modello di
sanità incentrato esclusivamente sui bisogni di salute del
cittadino. L'ospedale di Cosenza sta vivendo, ormai da oltre un
anno, una emergenza nell'emergenza. La dismissione di alcune
strutture della provincia o la paventata chiusura di altre hanno
di fatto sovraccaricato e sovraccaricheranno sempre più, con
l'annunciata chiusura dei piccoli ospedali, il nosocomio con
urgenze provenienti da tutto il territorio cosentino e non
solo".
"Qualcuno deve però prendere atto che questo ospedale -
prosegue l'appello a Scopelliti - ha, da tempo, reparti con
organici di medici e paramedici insufficienti a gestire
l'ordinario, per cui non si può pretendere che nelle condizioni
attuali il nostro ospedale sia il punto di riferimento per il
territorio, di cui c'é tanto bisogno. E' di questi giorni la
notizia dell'abbattimento di oltre il 50% delle sedute
operatorie e il rinvio d'interventi chirurgici, per pazienti
già in lista d'attesa da mesi, per carenza di personale. Con le
sue strutture, per la maggior parte obsolete, l'ospedale sta
crollando giorno dopo giorno accartocciandosi sulle sue
inefficienze".
"Di fronte a una società che giorno dopo giorno cresce nei
bisogni e nelle esigenze - proseguono i medici dell'ospedale -
chiediamo alla Giunta regionale di non proporsi solo in maniera
ragionieristica ma di essere un gestore attento alle
problematiche sanitarie in termini reali, salvaguardando il
diritto dei cittadini, con un'oculata e necessaria visione del
rapporto costo-benefici e con una riorganizzazione
dell'esistente. La riuscita del piano di rientro non può
prescindere da una politica di investimento altrimenti è solo
distruzione".
"Chiediamo pertanto - concludono i medici - che
nell'attuazione del piano di rientro, laddove si prevede la pur
necessaria riconversione di alcuni piccoli ospedali, si valuti
la possibilità di non applicare i tagli, previsti per gli
ospedali più piccoli, alle Aziende ospedaliere che dovranno
svolgere la funzione di ospedali di riferimento per tutta la
regione. Chiediamo pertanto che l'ospedale di Cosenza, finora
sottofinanziato, sia rivisitato e potenziato nelle sue piante
organiche e nelle sue risorse economiche, tecnologiche e
strutturali". (ANSA).
