Ferrovie. Cisl e Fit: Calabria sempre più marginalizzata
CATANZARO, 11 GIU - "In quest'ultimo semestre, con
la soppressione di oltre 12 treni passeggeri e la dismissione
generalizzata del trasporto merci, si son venute a consolidare
le politiche aziendali, messe in atto dal Gruppo Fs che,
avallate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,
tendono a marginalizzare, sempre di più, la Calabria ed in
particolare la fascia ionica regina". A sostenerlo sono, in una
dichiarazione congiunta, il segretario generale della Cisl,
Paolo Tramonti e quello della Fit, Annibale Fiorenza.
"L'aspetto ancor più grave - proseguono - è che, a fronte
di tutto ciò, oltre alla protesta ed alle azioni sviluppate dal
sindacato unitario, nel corso degli ultimi anni non si è
registrato alcun impegno politico ed istituzionale degno del
ruolo e degli obblighi di una rappresentanza politica impegnata
nella salvaguardia degli interessi della Regione e della
collettività più in generale".
"Lo scenario che si sta delineato - affermano Tramonti e
Fiorenza - è quello di una Calabria sempre più isolata e
sempre meno accessibile. Sarebbe curioso verificare quante
rinunce, a causa del degradato sistema dei trasporti e delle
infrastrutture ad esse connesse, si stanno registrando nel
settore turistico e quante e quali difficoltà dovranno
affrontare i corregionali che, come ogni anno, tornano al loro
paese natio. Preoccupati da questo stato di abbandono e
allarmati per la rassegnazione di una politica incapace di far
fronte ai bisogni primari della collettività, la Cisl e la Fit
Calabria, nel riporre grande fiducia nel nuovo Governo
regionale, ritengono non più eludibile l'urgenza di rilanciare
una forte azione politico-istituzionale tesa a rivendicare
opzioni e scelte immediate finalizzate a superare il gap dei
collegamenti con il sistema Paese a partire dal ripristino dei
collegamenti ferroviari da e per il Nord. E' altresì urgente
attivarsi per definire oggi i progetti per un futuro di
modernità e di sviluppo programmato della Regione. Uno sviluppo
non solo in funzione della medesima ma nell'ottica di un'azione
organica ed articolata in funzione Paese che vede impegnati,
insieme alle organizzazioni sindacali, la Regione, gli Enti
locali, le associazioni d'imprese e quanti vogliono scalzare
tabù e resistenze che fanno apparire la Calabria terra di mafia
e di sottosviluppo".
"Anche per questo - sostengono Tramonti e Fiorenza - si
ritiene opportuno rilanciare la richiesta di attivazione di un
'Tavolo interistituzionale' già sollecitato anche in relazione
alla crisi del Porto di Gioia Tauro oltre che dallo stato di
degrado delle infrastrutture viarie a partire dall'A3 e dalla
statale 106. I ritardi accumulatisi impongono agli schieramenti
politici ed al nuovo Governo regionale la messa in campo di
concrete proposte per un nuovo modello di sviluppo che trovi il
suo asse portante di modernità, efficienza e forza competitiva.
Una idea forte di sviluppo passa da una nuova politica per le
infrastrutture e i trasporti che, siamo certi, il nuovo Governo
regionale avvierà con la dovuta determinazione e con la piena
disponibilità a sviluppare confronti di merito tra gli
assessorati interessati e le organizzazioni sindacali
confederali e di categoria". (ANSA).
