BROGNATURO (VV): NUOVO OMICIDIO COLLEGATO ALLA "FAIDA DEI BOSCHI"
BROGNATURO, 15 GIU - Si allunga la scia di sangue provocata dalla cosiddetta ''faida dei boschi". La serie di omicidi ha registrato stamattina un ulteriore episodio con l'omicidio, nella zona delle Serre vibonesi, a cavallo tra Brognaturo e Guardavalle, di Salvatore Vallelunga, di 51 anni, fratello di Damiano, assassinato il 27 settembre dello scorso anno a Riace (Reggio Calabria) davanti ad un santuario dove era in corso la festa patronale del paese. La faida si collega allo scontro in atto da anni tra esponenti delle cosche del Vibonese e della zona dello Jonio catanzarese e reggino cominciato per contrasti nella gestione degli interessi collegati al disboscamento e che poi si è ampliato al controllo di altre attività criminali, ed in particolare alle estorsioni ai danni degli imprenditori della zona. Nello scontro sarebbe coinvolta anche la cosca Ruga-Metastasio, che controlla le attività illecita nella Valle dello Stilaro, nella Locride. Damiano Vallelunga era considerato il capo della "cosca dei viperari". Con il suo assassinio la scontro ha registrato un'improvvisa recrudescenza. All'uccisione di Damiano Vallelunga, considerato un "intoccabile " per il suo prestigio criminale, ha fatto seguito una lunga serie di omicidi tutti inquadrabili, secondo gli investigatori, nello stesso contesto criminale. L'11 marzo scorso è stato assassinato Domenico Chiefari, boscaiolo, e cinque giorni dopo Francesco Muccari, anche lui legato ad ambienti criminali della zona. Nel luglio dello scorso anno tra Sant'Andrea dello Jonio e Isca sullo Jonio erano stati uccisi Luciano Bonelli e lo zio, Vincenzo Varano. Il 21 aprile scorso a Stilo (Reggio Calabria) è stato ucciso Giovanni Vallelonga, cugino di Damiano Vallelunga. Nuovo agguato il giorno dopo, a Soverato, con l'assassinio di Vittorio Sia, capo del 'locale' di Soverato, ucciso con alcune raffiche di kalashnikov. L'11 giugno scorso la faida registra un ulteriore violenta tappa con il duplice omicidio dei fratelli gemelli Nicola e Vito Grattà, di 38 anni, uccisi a Gagliato (Catanzaro) mentre giocavano a carte in un magazzino. Ieri, infine, un nuovo episodio con il ferimento a Brognaturo di Santo Procopio, di 25 anni, ricoverato con prognosi riservata negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Una situazione, dunque, che si fa di giorno in giorno sempre più grave ma sulla quale c'é la "massima attenzione" da parte della Dda di Catanzaro, come assicura il Procuratore della Repubblica, Vincenzo Lombardo. "Si tratta - ha detto Lombardo - di una vicenda complessa che stiamo tentando di decifrare in collaborazione con la Dda di Reggio Calabria per il possibile coinvolgimento di cosche della Locride. Quella che è in atto è una vera e propria guerra che come Dda stiamo comunque affrontando con grande determinazione".

