Anm Reggio Calabria, interrotti rapporti Camera penale

REGGIO CALABRIA, 11 GIU - La Giunta distrettuale

dell'Associazione nazionale magistrati di Reggio Calabria ha

reso noto di essere "costretta a interrompere, allo stato, ogni

rapporto di collaborazione con la locale Camera penale che

invita a prendere posizione sulla vicenda, auspicando una

espressa dissociazione dall'inaccettabile documento dell'Unione

camere penali" di domenica scorsa in cui si parlava di "casta

della magistratura associata" in relazione allo sciopero del

primo luglio.

   "La Giunta distrettuale di Reggio - è scritto in un

documento - manifesta il più vivo sconcerto per i contenuti e

per i toni del documento approvato dalla Giunta dell'Ucpi del 6

giugno, nel quale si legge, tra l'altro, che la magistratura,

proclamando lo stato di agitazione, persegue 'il sogno

inconfessabile di farla da padrone negli uffici giudiziari ed

annientare il diritto di difesa dei cittadini; assume

atteggiamenti arroganti allo scopo di distorcere diritti

costituzionalmente garantiti; manifesta l'intenzione di sabotare

il diritto di difesa e di fare scempio dello stesso; pone  in

essere attività ostruzionistiche contro l'avvocaturà.

Presupposto questo, addirittura, dell'appello teso a stimolare

l'adozione di provvedimenti che evitino il compimento di quello

che viene espressamente definito uno 'scempio'".

   "La magistratura del distretto - prosegue la nota dell'Anm -

non si riconosce nelle parole gratuitamente offensive e violente

che gli avvocati penalisti, attraverso il loro organismo

rappresentativo, le hanno dedicato, parole che costituiscono

l'ulteriore segmento di un attacco progressivo, continuo e

crescente all'esercizio della giurisdizione proveniente da più

parti. Nelle stesse parole non riconosce, ad un tempo, gli

avvocati penalisti con cui, da lungo tempo e fino ad oggi, è

stata abituata a confrontarsi e con i quali ha intessuto

rapporti di proficua e serena collaborazione ma i cui organismi

associativi territoriali non hanno, per quanto consta, preso le

distanze dal menzionato documento".

   L'Anm di Reggio Calabria conclude definendo "inaccettabile"

il documento dell'Unione camere penali, "funzionale all'ormai

fin troppo evidente disegno politico, pericoloso per la

collettività, di delegittimazione e svilimento della funzione

giudiziaria, messa in ginocchio da ultimo dall'ennesima

riduzione delle risorse". (ANSA).