Tropea. Raggirano disabile conosciuto su internet e si fanno spedire 100mila euro: arrestati

TROPEA (VIBO VALENTIA), 4 GIU - Hanno approfittato

del deficit psichico di un ragazzo di Tropea, conosciuto tramite

internet, per farsi spedire, in più tranche, 100 mila euro.

   Con l'accusa di circonvenzione di incapace, due giovani

romeni sono stati arrestati nel loro Paese dall'Interpol e dalla

polizia romena ed altri due sono ricercati, al termine di un'

inchiesta dei carabinieri. I quattro hanno approfittato della

condizione di handicap della vittima, con la quale avevano

stretto una forte amicizia, e sono riusciti a farsi spedire il

denaro con la scusa di gravi problemi economici e di salute.

   I due arrestati sono Alexander Ovidiu Fecioru, di 20 anni, e

Lucian Mihai Pustianu (22), mentre si sono resi irreperibili

Marius Clopotel (26) e Ionu Spataru (21).

   I contatti tra i giovani sono stati quasi esclusivamente

telematici. Solo una volta, secondo quanto accertato dai

carabinieri, i cinque si sono incontrati fisicamente, durante

una visita in Romania del giovane italiano. Il ragazzo, a causa

dei suoi disturbi, aveva una scarsa vita sociale e si era

strettamente legato ai romeni conosciuti tramite internet. Una

amicizia così forte da spingerlo ad accettare senza fare mai

alcuna obiezione le richieste di denaro che di volta in volta

provenivano dalla Romania. Il giovane, appartenente ad una

famiglia benestante, ha così spedito per bonifici postali

centomila euro agli "amici". Gli investigatori hanno escluso

che vi siano stati episodi di minacce o di ricatti.

   Una storia andata avanti per mesi, sino a quando il padre del

ragazzo non ha scoperto cosa stava succedendo ed ha avvertito i

carabinieri. Al termine della indagini, il gip del Tribunale di

Vibo Valentia, su richiesta della Procura, ha emesso quattro

ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite in Romania.

I due arrestati saranno adesso estradati in Italia

Droga, operazione 'Sissi': Dda Catanzaro chiede diciassette condanne

CATANZARO, 4 GIU - Diciassette richieste di condanna

a pene variabili dai 6 ai 16 anni sono state avanzate dal

pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla,

nel processo con rito abbreviato nei confronti di un gruppo di

presunti trafficanti di droga.

   Il processo è in corso dinanzi al giudice per le udienze

preliminari del tribunale di Catanzaro, Assunta Maiore. La

condanna maggiore è stata chiesta nei confronti di Carmine

Amenio, di 33 anni.

   I 17 imputati furono arrestati nell'ambito dell'operazione

della squadra mobile di Catanzaro chiamata 'Sissi' per un

traffico di droga tra la Calabria e la Lombardia. Il giro era

gestito prevalentemente da zingari, in alcuni casi legati da

vincoli di parentela tra loro.

   Le indagini furono avviate nel 2006 dopo le dichiarazioni di

un ex spacciatore. Grazie alle intercettazioni, la polizia

riuscì anche a sequestrare, a Crotone, 40 chili di hascisc,

dopo avere decodificato la frase captata durante una telefonata.

   L'organizzazione, secondo gli investigatori, aveva sede a

Catanzaro ed operava nella Locride, nel Vibonese ed a Milano

dove, di fatto, si effettuava lo "scambio" della droga che

giungeva in Calabria trasportata con auto, autobus o treno.

Morte Cantafio, il padre: mio figlio è stato ucciso

CATANZARO, 4 GIU - "Mio figlio è stato ucciso

perché aveva deciso di smettere con la droga e di andare via da

Catanzaro e probabilmente i suoi spacciatori avevano paura che

potesse denunciarli". E' questa la ricostruzione fatta da

Vincenzo Cantafio, padre di Aldo Maria, l'uomo di 41 anni morto

nelle settimane scorse a Catanzaro per una overdose di droga.

   Vincenzo Cantafio ed il suo legale, l'avvocato Elio Massimo

Iozzo, hanno tenuto stamani una conferenza stampa per illustrare

la loro ricostruzione dei fatti e per chiedere alla Procura di

Catanzaro di non fermarsi nelle indagini.

   Dopo la morte dell'uomo sono state arrestate due persone,

Franco Simone Bevilacqua e Fabio Critelli, accusati di morte

come conseguenza di un altro reato perché sospettati di avere

ceduto la dose mortale di droga a Cantafio.

   "Aldo - ha aggiunto Cantafio - stava cercando anche di

pagare un debito con gli spacciatori. Abbiamo infatti trovato

una busta paga con la data cambiata che presumibilmente doveva

essere data a garanzia per il debito. Il suo ultimo giorno di

vita, mio figlio è uscito in gran fretta dalla sua abitazione e

si è recato in Via Teano dove poi è morto. E' difficile

pensare che una persona che aveva già assunto la droga

riuscisse a guidare l'automobile per arrivare al quartiere

Aranceto e poi salire quattro piani a piedi per entrare

nell'appartamento dove è morto".

   Lunedì prossimo Vincenzo Cantafio si recherà dal sostituto

procuratore della Repubblica di Catanzaro, Alberto Cianfarini,

al quale chiederà di continuare ad indagare. "Da alcuni giorni

- ha concluso Cantafio - mio figlio continuava a ripetere che

voleva andare via da Catanzaro perché si sentiva oppresso. Ci

sono poi tutta una serie di elementi, che fornirò lunedì

mattina alla Procura, che ci inducono a pensare che la dose che

ha ucciso mio figlio gli è stata inoculata da qualcuno che lo

riteneva ormai una persona scomoda".

   L'avvocato Iozzo ha evidenziato che "nell'appartamento di

Via Teano è accaduto qualcosa di molto grave. Noi chiediamo al

pm di valutare tutti gli elementi perché in presenza della

morte di una persona non si può trascurare nulla per giungere

alla verità. Stiamo effettuando le nostre indagini e gli

elementi che raccoglieremo li forniremo alla magistratura in

modo da poter arrivare alla verità"

Pescatori protestano davanti assessorato regionale contro norme UE

CATANZARO, 4 GIU - Pescatori delle marinerie della

regione stanno partecipando a Catanzaro, davanti alla sede

dell'Assessorato regionale alla Pesca, ad una manifestazione

indetta per protestare contro le misure imposte dall'Unione

europea nel settore.

  I manifestanti con striscioni e cartelli stanno stazionando

davanti all'edificio mentre una delegazione è stata ricevuta

dall'assessore regionale, Michele Trematerra.

   Nei giorni scorsi iniziative di protesta per chiedere la

revisione delle norme giudicate troppo restrittive dagli

addetti, con la partecipazione anche di sindaci e amministratori

locali, si sono svolte a Cariati e Corigliano

Legacoop incontra Caridi, imprese necessitano di strumentazioni adeguate

CATANZARO, 4 GIU - Rappresentanti della Legacoop

hanno incontrato l'assessore regionale alle Attività produttive

ed alla cooperazione, Antonio Caridi, con il quale è stata

affrontata la problematica del settore cooperativo. Lo rende

noto la Legacoop.

   Il presidente di Legacoop Calabria, Giorgio Gemelli, è

scritto in una nota, "ha illustrato i temi e le opportunità

avviate dalla cooperazione calabrese che anche nel corso degli

ultimi anni ha incrementato l'occupazione, l'offerta di servizi

ai cittadini ed ha registrato la nascita ed il consolidamento

d'imprese nei vari settori economici".

   Gemelli ha aggiunto che a supporto di questo originale tipo

d'imprese necessitano strumentazioni adeguate.

   Caridi, prosegue la nota, "ha manifestato grande interesse

per il mondo della cooperazione che lo ha visto protagonista

istituzionale anche nel Comune di Reggio Calabria e si è

impegnato ad avviare una politica di supporto al settore. In

questo senso ha predisposto gli atti per la nomina della

consulta sulla Cooperazione prevista dalla legislazione

vigente".

   Gemelli, infine, ha invitato l'assessore a presenziare al

prossimo incontro che Legacoop ha indetto per il 25 giugno a

Catanzaro in cui saranno presentati gli strumenti messi in campo

dall'organizzazione a supporto della promozione cooperativa

PRC Cosenza. Segretario e dirigenti lasciano partito: aprire una fase nuova nella Sinistra italiana

PRC: COSENZA, SEGRETARIO E DIRIGENTI LASCIANO PARTITO


   (ANSA) - COSENZA, 4 GIU - Un gruppo di dirigenti e militanti

di Rifondazione comunista - Sinistra europea della provincia di

Cosenza, tra cui il segretario provinciale Angelo Broccolo, si

sono dimessi dal partito.

   "Consideriamo conclusa la nostra militanza - è scritto in

un documento - un partito cui vanno riconosciuti meriti storici

indiscutibili, perché ha consentito in fasi difficili e

complesse della recente fase storico-politica una

contrapposizione intellettuale collettiva alla deriva

neoliberista, sancita simbolicamente dal crollo dell'Europa

dell'est. Nato dalla spontanea e sentita necessità di opporre

un netto rifiuto alla deflagrazione del Pci e dalla successiva

adesione di altre forze politiche e soggettività del variegato

mondo dell'antagonismo, il Partito della Rifondazione Comunista,

sotto la direzione del compagno Fausto Bertinotti, ha saputo

cogliere in anticipo, rispetto a tante letture stantie ed

omologate, la multiforme galassia delle soggettività

antagoniste capaci di opporsi  alla devastante fase di dominio

del neoliberismo, che nelle giornate di Genova hanno segnato il

punto più alto (e tragico) di una elaborazione inedita di

organizzazione del conflitto".

   "I successivi passaggi, in maniera particolare la fase di

analisi precedente alla formazione del governo Prodi - prosegue

il documento - hanno segnato tuttavia una insufficiente

valutazione delle dinamiche sociali in atto, con la conseguenza

di un'impotenza istituzionale che ha prodotto una verticale

perdita di credibilità politica e di consenso. Oggi, i ritardi

enormi nella ipotesi di costruzione di una Federazione della

Sinistra, che per definizione dovrebbe avere come obiettivo

necessario da perseguire l'aggregazione di quanto esiste nei

vari segmenti partitici e con ancor più tenacia quanto esiste

fuori dai partiti, sembrano allontanare ogni possibilità di

aprire una seria interlocuzione con la multiforme galassia di

soggettività politiche, sociali, associative, di movimento che

esprime, insieme ad un disagio diffuso, l'esigenza di ritrovare

luoghi aperti di partecipazione ed elaborazione".

   "E' innegabile infatti - prosegue il documento - che

Rifondazione Comunista, pur nella versione allargata della

Federazione della Sinistra, non è più in grado di dare una

risposta a questa esigenza di partecipazione ed elaborazione,

orientata com'é a farsi portatrice di istante testimoniali ed

identitarie che, per quanto suggestive, non possono a nostro

avviso esaltare 'hic et nunc', l'entusiasmo necessario per un

tentativo di ricomposizione largo, diffuso e partecipato di

quanti avvertono la necessità di avviare una fase costituente

di una soggettività al tempo stesso radicale, libertaria,

egalitaria. Crediamo che si debba aprire una fase nuova nella

storia politica della Sinistra italiana".

   "La Sinistra italiana - è scritto ancora nel documento - è

chiamata ad assumersi le responsabilità di questa fase storica.

Si deve aprire una seria discussione a sinistra che punti a

innovare la sua missione politica e superare frammentazioni e

limiti che le hanno impedito in questi ultimi anni di essere

soggetto politico credibile, autorevole e realmente alternativo

al centrodestra. I rischi, come dicevamo, sono notevoli e

chiunque si ostini a perseguire una politica di bottega e di

autoconservazione rischia di porsi al di fuori dalla Storia.

Riteniamo che sia giunto il momento, non più rimandabile, di 

lavorare a un percorso che miri alla nascita di un nuovo

soggetto politico della sinistra italiana, un soggetto forte,

unito e plurale, che riesca a diventare punto di riferimento

credibile per tutte quelle soggettività che, pur essendo

portatrici di istanze sociali e valori chiaramente riconducibili

alla storia del pensiero e del movimento operaio, non trovano

negli attuali partiti della sinistra alcuna forma di

rappresentanza"

Conferenza stampa IdV, Messina: entro luglio coordinamenti provinciali e regionale IdV. Per amministrative no a fughe in avanti e autocandidature

LAMEZIA TERME (CATANZARO), 4 GIU - "L'esperienza

fatta alle regionali, partendo da Callipo, è un punto di

partenza e non di arrivo". Ad affermarlo nel corso di una

conferenza stampa il commissario regionale di Italia dei Valori,

Ignazio Messina.

   Messina, nel ricordare che "Idv termina la sua fase di

commissariamento ed entro luglio eleggerà i coordinamenti

provinciali e regionale", rivolgendosi agli alleati del

centrosinistra in previsione delle amministrative che si

terranno l'anno prossimo, ha sottolineato che "é meglio

parlare subito".

   "I nostri congressi - ha aggiunto - sono propedeutici alle

elezioni. Noi diciamo no alle scelte imposte dall'alto e

vogliamo essere coprotagonisti di questo cambiamento. Noi

vogliamo avere l'obiettivo finale di vincere le elezioni e non

é nostra intenzione cavalcare nessuno. Per questo invitiamo

tutti a farsi avanti, rompendo con i vecchi metodi".

   Chiaro, quindi, il riferimento a quelli che Messina definisce

"gli alleati", ai quali ricorda che "non si può stare da

tutte le parti. Noi - ha proseguito - vogliamo coinvolgere una

base sempre più ampia partendo dal centrosinistra e siamo

entrati in Consiglio regionale con un ruolo chiaro di

opposizione ma anche di proposte. Per le amministrative la

proposta di governo delle città dove si vota deve essere fatta

insieme. Diciamo no a fughe in avanti ed autocandidature".

   Messina, a questo punto, ha fatto chiaro riferimento al

rapporto con il Partito Democratico definendolo "il nostro

interlocutore naturale. Il Pd calabrese - si è chiesto - oggi

di chi è?. Di Loiero, Lo Moro, Gigliotti? Sono tanti i pezzi

che non riescono a comporsi ecco perché è necessario che

all'interno del Pd ci sia un chiarimento". Il commissario

regionale di Idv ha anche chiesto una posizione chiara del Pd

sui temi come sanità, pubblica amministrazione, appalti

pubblici, ambiente e dissesti. Quindi, rivolgendosi

espressamente al Partito Democratico calabrese, ha detto:

"vogliamo sapere dal Pd e da chi vuole stare con noi cosa ne

pensano di tutto ciò e delle candidature virtuose. Gli alleati

- ha affermato ancora Messina - non pensino di venire all'ultimo

minuto dicendoci prendere o lasciare. Nessuno ha lo ius prime

noctis. Noi non vogliamo fare la politica dei trucchetti. Ecco

perché vogliamo partire per tempo e chi affretta le scelte non

troverà al suo fianco Italia dei Valori. Noi abbiamo una

proposta per ogni posto e consideriamo le elezioni comunali del

prossimo anno come la rivincita delle regionali. Nello stesso

tempo, però, non si può pensare che, siccome Italia dei Valori

sta nel centrosinistra, non possa essere considerata dalle altre

forze".

   Insieme a Messina erano presenti anche i consiglieri

regionali Giordano, Domenico Talarico e De Masi e l'ex

consigliere regionale Feraudo.

   Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla sua presenza

stasera all'assemblea organizzata dall'area Marino del Pd,

Talarico ha dichiarato che andrà ma "é ovvio - ha detto - che

non porterò il pensiero di Idv la cui posizione può esprimerla

il commissario regionale e gli organismi. Sono stato invitato e

ci vado anche perché ritengo l'incontro di straordinaria

importanza. Infatti, per la prima volta pezzi del Pd escono allo

scoperto e c'é anche la volontà di costruire un centrosinistra

unito. Idv - ha proseguito - auspica che ci sia un Pd che parli

una sola voce e faccia ammenda di ciò che ha fatto in questi

ultimi mesi. Subito dopo l'insediamento in Consiglio regionale

il Pd si è dimostrato prepotente, arrogante con un

atteggiamento di estrema chiusura non interloquendo né con  noi

né con Autonomia e diritti. Ciò non aiuta la ripresa di

dialogo nel centrosinistra anche a livello di Consiglio

regionale. Noi chiediamo - ha concluso - discontinuità nello

stile, nei metodi e nella selezione della classe dirigente. E

ritengo che stasera ci saranno interlocutori che hanno una certa

sensibilità verso questi temi"

Ue: via libera del Consiglio a nuovi membri italiani Comitato regioni. Tra questi Scopelliti

BRUXELLES, 4 GIU - Via libera del Consiglio dei

ministri dell'Ue alla lista dei nuovi membri italiani del

Comitato delle regioni europee.

   Dopo l'approvazione, che si è resa necessaria dopo i

cambiamenti avvenuti con le elezioni regionali in Italia, dalla

prossima seduta del Comitato delle regioni, il 9 e 10 giugno

prossimo a Bruxelles, nell'assemblea dei rappresentanti locali e

regionali Ue siederanno come membri effettivi anche il

presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti, quello del Lazio

Renata Polverini, del Piemonte Roberto Cota e dell'Umbria

Catiuscia Marini, oltre a Gianfranco Vitagliano, assessore della

Regione Molise e a Mercedes Bresso come consigliere regionale

del Piemonte. La nomina di Bresso dovrebbe condurre alla sua

conferma, dopo il voto dell'assemblea, alla presidenza del

Comitato, carica che Bresso ricopriva anche prima delle

elezioni, allora come presidente di Regione.

   Saranno invece nuovi membri supplenti nell'assemblea, Enrico

Rossi, presidente della Toscana, Stefano Caldoro, presidente

della Campania, nonché la vicepresidente dell'Emilia Romagna

Simonetta Saliera e il consigliere regionale della Lombardia

Paolo Valentini Puccitelli.

In Umbria nasce sito su Giorgio Liguori

CATANZARO, 4 GIU - "Contribuire intellettualmente

alla crescita culturale e sociale della Calabria nel custodire e

trasmettere ai posteri la memoria storica di figure come quella

di Giorgio Liguori (1922-1970) e del contesto in cui visse". E'

l'obiettivo del sito www.giorgioliguoriperlacalabria.it,

realizzato a Perugia da un gruppo di giovani giornalisti e

webmaster.

   Dopo quasi due anni di ricerca e di elaborazione del

materiale raccolto, l'allestimento del sito è pressoché

ultimato e ne viene data notizia ufficiale in occasione del

40/mo anniversario dell'istituzione delle Regioni a Statuto

ordinario avvenuta con le elezioni del 7 giugno 1970.

  Liguori era un medico prestato alla politica. Fu uno dei

quaranta consiglieri della Prima Legislatura a far parte della

Commissione per l'elaborazione dello Statuto composta da

quindici membri; Commissione che operò quando in Calabria c'era

un clima di forti tensioni sociali culminate con i sanguinosi

moti di rivolta di Reggio.

   A sei mesi dall'insediamento del Consiglio regionale, il 21

dicembre, Liguori, mentre si stava recando ad una seduta

consiliare, morì in un incidente sull'A3.

   "Di origini modeste, Liguori - è scritto in una nota -

visse la politica ispirandosi al 'messaggio sociale' di San

Francesco di Paola: 'il potere va inteso, non come privilegio,

bensi' come duro esercizio di servizio nell'interesse del

popolò. Avviò uno sviluppo socio-economico locale basato sul

'agricoltura-industria alimentare-turismo', ma prima di tutto

riuscì a realizzare quelle infrastrutture essenziali per il

vivere civile e per lo stesso sviluppo, quasi del tutto

inesistenti nelle zone più depresse della Calabria. In campo

sanitario contribuì alla realizzazione di un ospedale e pensò

di dotare alcuni comuni dell'entroterra di un attrezzato centro

di maternità con annessa infermeria di pronto soccorso".

   Ideatore, progettista e redattore del sito è il figlio di

Liguori, Riccardo che vive in Umbria da 34 anni. Il sito, oltre

ad essere contenitore e comunicatore di memoria storica, è un

mezzo di informazione di attualità culturale, politica,

religiosa e sociale.

Contrabbando. Sequestrate sigarette per 2 mln nel porto di Gioia Tauro

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 4 GIU - Un container
carico di sigarette di contrabbando, per un valore di oltre due
milioni di euro, è stato sequestrato nel porto di Gioia Tauro.
   La merce era stata nascosta in un container proveniente da
Huangpu (Cina) e destinato a Thessaloniki (Grecia) che avrebbe
dovuto contenere rotoli di tessuto. Gli accertamenti compiuti
dai funzionari del Servizio di vigilanza antifrode doganale e
dalla guardia di finanza, hanno invece portato alla scoperta di
900 cartoni di sigarette "Benson & Hedges".
   Il container, scaricato dalla motonave "Maersk Surabaya" è
stato sottoposto a scansione e già dalle prime immagini gli
investigatori hanno riscontrato palesi difformità nel carico.
La successiva apertura ha confermato i sospetti. I tributi evasi
accertati ammontano a euro 1,7 milioni di euro.
   Complessivamente, dall'inizio dell'anno, finanzieri e
funzionari Doganali hanno sequestrato oltre 29 tonnellate di
sigarette di contrabbando in transito dal porto di Gioia Tauro e
destinate in Europa
CONTRABBANDO: SIGARETTE PER 2 MLN SEQUESTRATE PORTO GIOIA T.