PLATI': SCOPERTO BUNKER DI 30 METRI QUADRATI

 

PLATI' (REGGIO CALABRIA), 12 GIU - Un bunker di circa trenta metri quadrati è stato trovato dai carabinieri in una abitazione di campagna a Platì. All'operazione hanno partecipato i carabinieri del Gruppo di Locri, dello squadrone eliportato cacciatori "Calabria" del Goc di Vibo Valentia. Il nascondiglio era accessibile tramite una botola di cemento armato scorrevole su binari nascosta all'interno di forno in pietra realizzato nel vano cucina della casa. Il bunker, perfettamente arredato per la lunga permanenza e provvisto di un sofisticato sistema idraulico e di aerazione, è composto da due ambienti di cui uno adibito a camera da letto, con armadio, comodino e stereo, e l'altro adibito a bagno con lavandino e doccia. Nel corso del sopralluogo è stata individuata anche una ulteriore botola in ferro ad apertura manuale che permetteva l'accesso ad un cunicolo lungo circa 300 metri, utilizzato per la possibile fuga. I carabinieri hanno trovato anche un radiotelefono portatile, un televisore, binocoli e tute mimetiche. 

Trentesimo uccisione Valarioti. Raffaele Losardo: Peppe Valarioti e Giannino Losardo uniti da limpidezza e onestà

VALARIOTI: MESSAGGIO RAFFAELE LOSARDO,UNITI IN ONESTA' LOTTA

IL FIGLIO DELL'ASSESSORE UCCISO A CETRARO RICORDA LE DUE FIGURE

   (ANSA) - ROSARNO (REGGIO CALABRIA), 11 GIU - "Peppe

Valarioti e Giannino Losardo per molti di noi, che in quel

giugno dell'80 c'eravamo, si associano in un ricordo solo, nel

quale restano affratellati come fossero un'unica esemplare

testimonianza di limpidezza ed onestà nell'impegno politico,

fino all'estremo sacrificio". Così ha scritto Raffaele

Losardo, il figlio di Giannino Losardo assassinato a Cetraro 30

anni fa, in un messaggio fatto pervenire oggi pomeriggio alla

manifestazione di Rosarno per il trentesimo anniversario

dell'uccisione di Peppe Valarioti.

  "Peppe Valarioti - ha scritto Raffaele Losardo -  ha avuto 

nella mia memoria e nella mia riflessione ulteriori motivi per

essere associato al ricordo di papà. Uno di questi motivi

risiede in una circostanza legata alla figura del mio maestro,

l'avv. Fausto Tarsitano, nel cui studio romano entrai nel 1981,

accolto come un figlio, proprio in conseguenza di quella perdita

che avevo subìto l'anno prima. Lì fui avviato da Fausto alle

prime esperienze di formazione professionale, e tra queste prime

esperienze vi fu lo studio delle carte del processo Losardo e di

quelle del processo Valarioti.In quello stesso studio circa due

anni fa ho conosciuto due giovani giornalisti, che cercavano

notizie su quegli eventi tragici del giugno del 1980, Danilo

Chirico e Alessio Magro, e Fausto li fece parlare anche con me.

Li ho poi incontrati nuovamente il 4 giugno scorso a Roma, alla

sede della FNSI, dove veniva presentato un libro su Beppe

Fava".

  "Il libro di Chirico e di Magro sul caso Valarioti, che ho

ricevuto dalle loro stesse mani in questa occasione, è molto

bello - prosegue Losardo - perché restituisce il lato umano

più profondo ed incorruttibile della personalità di Peppe

Valarioti. Che io ritrovo nell'amore per gli studi classici, per

gli scavi a Medma, per lo studio del mito di Persefone, per la

musica classica. Tutto ciò altro non è che l'amore per la

storia (e le fatiche)  degli uomini e delle donne, per ciò che

di bello l'uomo è riuscito a costruire nel corso dei secoli e

che è compito di ogni generazione preservare e trasmettere alle

generazioni successive. In questo io ritrovo che le figure di

Peppe Valarioti e quella di papà sono molto somiglianti,

perché anche mio padre (come ho avuto modo di raccontare altre

volte) nutriva lo stesso amore per gli studi classici (pensa che

a noi figli leggeva, ancora bambini, l'esametro di Ennio,

l'incipit del De rerum natura, il canto dell'inferno dedicato al

conte Ugolino), per la musica classica (quante ore abbiamo

trascorso nell'ascolto del Beethoven della quinta sinfonia e

dell'ouverture dell'Egmont o dell'incompiuta di Schubert). E

tutto ciò non è altra cosa dalla condivisione da parte di

ambedue, Peppe Valarioti e Giannino Losardo,delle lotte

contadine ed operaie nel PCI degli anni 80 in Calabria".

   "Forse - conclude Losardo - proprio in questo amore per le

cose belle che l'umanità ha all'attivo, nel desiderio di

trasmettere di generazione in generazione l'amore per la

bellezza, nella rivendicazione dei tratti dell'umana esperienza

e delle lotte che l'uomo ha condotto e conduce, per affrancarsi

dallo sfruttamento e dal bisogno e superare la propria

limitatezza, che risiede anche la volontà di non cedere al

sopruso, di non dare spazio ai prepotenti, di contrastare la

bruttura e la volgarità del malaffare e dell'interesse

personale anteposto all'interesse collettivo". (ANSA).

San Martino di Finita (Cs). Tenta estorsione a imprenditore: arrestato

SAN MARTINO DI FINITA (COSENZA), 11 GIU - Un uomo,

Giuseppe Loré, di 54 anni, è stato arrestato dai carabinieri a

San Martino di Finita per estorsione nei confronti di un

imprenditore edile che sta eseguendo i lavori del campo sportivo

comunale.

   I carabinieri sono intervenuti nel cantiere a causa di un

violento litigio tra Loré e l'imprenditore. I carabinieri hanno

interrogato il titolare dell'impresa ed un testimone ucraino

presente alla discussione. Dalle indagini è emerso che Loré

aveva minacciato l'imprenditore per farsi consegnare dei soldi e

che in passato si era presentato più volte nel cantiere per

essere assunto e per richiedere soldi per presunte prestazioni

lavorative effettuate dal figlio.

   Al rifiuto insistente da parte dell'imprenditore Loré ha

minacciato di bruciare i mezzi del cantiere se non avesse

ottenuto il denaro. L'attività investigativa dei carabinieri è

stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di

Cosenza, Claudio Currelli.   

Morte Eva Ruscio, primario: seconda intubazione andò male, anestesista manifestò volontà di suicidarsi

SANITA':MORTA SEDICENNE;MEDICO,SECONDA INTUBAZIONE ANDO'MALE

ANESTESISTA MANIFESTO' VOLONTA' DI SUICIDARSI

   (ANSA) - VIBO VALENTIA, 11 GIU - "Anche la seconda

intubazione della paziente andò male e l'anestesista, Francesco

Costa, cadde a terra battendo i pugni sul pavimento". A dirlo

é stato Domenico Antonio Sorrentino, primario del reparto di

otorinolaringoiatria dell'ospedale di Vibo Valentia, nel corso

del processo in cui è imputato per l'omicidio colposo di Eva

Ruscio, la sedicenne deceduta il 5 dicembre 2007 nel corso di un

intervento chirurgico.

   Sorrentino è imputato, davanti al giudice monocratico del

Tribunale, insieme ad altri quattro medici, tre specialisti in

otorinlaringatria e uno in anestesia.

   Eva Ruscio era stata ricoverata alcuni giorni prima per un

ascesso peritonsillare e morì durante l'intervento di

tracheotomia.

   Nel corso dell'interrogatorio il medico ha riferito anche che

l'anestesista Francesco Costa "quando si accorse di quanto era

accaduto manifestò anche la volontà di suicidarsi. E proprio

per questo motivo che dovettero intervenire alcuni medici che

cercarono di calmare Costa che era molto agitato. Non ho mai

riferito questi particolari al pubblico ministero per tutelare

il collega ma vista la posizione della difesa di Costa ho deciso

di raccontare effettivamente le cose come andarono nel

dettaglio".

   Il processo è stato aggiornato al 18 giugno prossimo quando

saranno sentiti altri imputati.(ANSA).

'Ndrangheta, Milano. Cinque condanne per clan Barbaro

MILANO, 11 GIU - Sono stati condannati a pene fino a

nove anni di reclusione cinque imputati, accusati di

associazione mafiosa e considerati le nuove leve del clan

Barbaro-Papalia, attivo nel settore del movimento terra nel

milanese. 

   La sentenza e' stata emessa dai giudici della settima sezione

penale del tribunale di Milano. Tra i condannati figura anche

l'imprenditore milanese Maurizio Luraghi, a cui i giudici hanno

inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione. L'imprenditore, secondo

l'accusa, avrebbe messo a disposizione del clan la sua azienda,

la 'Lavori stradali Srl'. Il presunto boss dell'ndrangheta

Salvatore Barbaro, ritenuto il promotore dell'organizzazione

mafiosa, è stato condannato a 9 anni di carcere, mentre il

padre Domenico e il fratello Rosario sono stati condannati a 7

anni. Sei gli anni di reclusione inflitti a un altro degli

imputati, Mario Miceli. E' stata assolta, invece, la moglie di

Luraghi, Giuliana Persegoni. 

   Stando alle indagini del pm della Dda di Milano, Alessandra

Dolci, il clan Barbaro avrebbe controllato i lavori di

movimentazione terra nei comuni a sud del capoluogo lombardo e,

in particolare, a Buccinasco, smaltendo anche rifiuti tossici

nelle terre dei cantieri dove lavorava il clan.

 Il collegio, presieduto da Aurelio

Barazzetta, ha escluso, pero', per i cinque condannati

l'aggravante dell'aver agito con le armi ed ha concesso a

Luraghi le attenuanti generiche. Per lui il pm aveva chiesto 8

anni di carcere. Per Salvatore Barbaro (il pm aveva chiesto 15

anni) è caduta l'accusa di estorsione aggravata. Inoltre, i

giudici hanno disposto la confisca delle quote sociali delle

aziende utilizzate dalla cosca, tra cui la 'Lavori stradali' di

Luraghi.

   Per Domenico, Salvatore e Rosario Barbaro, inoltre, il 30

giugno prossimo comincerà l'udienza preliminare relativa

all'inchiesta 'Parco Sud' della Dda di Milano che, lo scorso 3

novembre, portò a nuove ordinanze di custodia a carico loro e

di altre 14 persone. Sempre la famiglia Barbaro, infatti, erede,

secondo l'accusa, di Rocco e Antonio Papalia, 'storici' boss in

Lombardia, avrebbe imposto, nonostante i tre fossero in carcere

dall'estate del 2008 per il procedimento 'Cerberus' conclusosi

oggi, le loro 'regole' nel settore immobiliare e nei cantieri

nella zona sud di Milano. Potendo contare anche su una spa,

quella dell'imprenditore Andrea Madaffari, anche lui finito in

carcere. Dall'operazione 'Parco Sud' è scaturito poi il nuovo

filone di indagine che, il 22 febbraio scorso, ha portato in

carcere l'ex sindaco del Pd di Trezzano sul Naviglio (Milano),

Tiziano Butturini, e il consigliere comunale del Pdl di

Trezzano, Michele Iannuzzi. (ANSA)

Sanità, Pdl Calabria: Regione ha già recuperato 40 milioni

CATANZARO, 11 GIU - "E' incredibile che, a sei

settimane dall'insediamento di una Giunta nuova ed efficiente,

che ha accelerato e di molto la questione del piano di rientro,

ci sia qualcuno che lanci accuse di immobilismo. Si tratta di

una cosa dell'altro mondo". Lo afferma in una nota il Pdl della

Calabria.

   "Scopelliti - prosegue la nota - ha messo fretta al revisore

chiedendo conti certi entro fine giugno e intanto, in pochi

giorni, ha già recuperato il 25% del deficit annuale,

risparmiando 40 milioni almeno (che potrebbero diventare

sessanta). Il Presidente non vuole usare il machete ma

effettuare tagli decisi che siano razionali: sta predisponendo,

insieme ai dirigenti dell'esecutivo, un piano che è oggetto di

discussione e di disamina anche da parte del partito. Il 21

giugno ci sarà una riunione dell'esecutivo dedicata solo

all'argomento".

   "A Scopelliti - aggiunge la nota del Pdl - interessa

rientrare subito dal disavanzo annuale, coprire il deficit

storico prodotto in questi anni evitare qualsiasi forma di

macelleria sociale in termini occupazionali anche rispetto al

futuro e, soprattutto, garantire servizi eccellenti ai

cittadini. I polemisti di alcuni settori dell'opposizione

inseguono la soluzione della Torre di Hanoi: se il modus

operandi è questo, non possiamo che fare loro gli auguri".

(ANSA).

Presentato piano triennale antincendi approvato da giunta regionale

CATANZARO, 11 GIU - "Un piano triennale di

contrasto agli incendi, concertato con tutti i soggetti

interessati per impedire il ripetersi di un fenomeno che provoca

ogni anno pesanti disagi e notevoli devastazioni". Giuseppe

Scopelliti, presidente della Regione, ha presentato così a

Catanzaro, assieme all'assessore all'Agricoltura e alla

forestazione Michele Trematerra e al sottosegretario alla

presidenza per la Protezione civile, Franco Torchia, il piano

antincendi approvato lunedì scorso dalla giunta regionale.

   Il Piano, che ha una valenza triennale prevede per il 2010

fondi per 3,5 milioni di euro, andrà in vigore da lunedì 14

giugno. Nelle stagioni successive, i fondi verranno modulati

anno per anno in base alle esigenze che emergeranno. Alla

realizzazione dello strumento operativo contro la piaga degli

incendi boschivi con la Protezione civile regionale

concorreranno Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco e

l'Afor. 

   "Il nostro obiettivo con questo piano che è frutto della

concertazione e si fonda sull'azione di prevenzione - ha

aggiunto Scopelliti - è quello di creare una rete in grado di

operare per la tutela e la salvaguardia del patrimonio boschivo

depauperato negli anni dagli incendi. Siamo decisi, per questo,

concentrando risorse e attenzioni, a mettere in campo tutti gli

strumenti utili ad ottenere risultati, a partire dalla

comunicazione e dalla educazione alla tutela del patrimonio che

intendiamo salvaguardare e rilanciare".

   "Il metodo di lavoro che abbiamo inteso privilegiare - ha

detto l'assessore Trematerra - è stato quello della

concertazione per dare vita ad un piano che ha diverse finalità

e caratteristiche. C'é, comunque, un disegno che è alla base

di un piano che soddisfa tutte le necessità e che, nel futuro,

prevede il riutilizzo produttivo della risorsa bosco".

   "E' la prima volta - ha sostenuto il sottosegretario Torchia

- che un piano è condiviso e concertato. Il precedente piano

era scaduto da due anni. Noi contiamo di aggiornarne i contenuti

costantemente anche in relazione agli eventi che si

verificheranno. E' nostra intenzione primaria operare sulla

prevenzione anche attraverso l'utilizzo dei lavoratori idraulici

forestali per fare arrivare alle famiglie, attraverso un

pieghevole, le indicazioni per agire bene a protezione dei

boschi. La prevenzione è anche attrezzare dei sistemi avanzati

di controllo come le postazioni attive a Montefuscaldo e Palmi.

Altre se ne potranno aprire a breve".

   Il piano anntincendi boschivi della Regione, oltre alla

flottiglia di 5 elicotteri in dotazione (che si aggiungono ai

Canadair del Coau nazionale) prevede l'utilizzo anche dei

direttori delle operazioni di spegnimento, 230 addetti, che

saranno dislocati sul territorio. Prioritario, nelle linee dello

strumento, sarà inoltre il ruolo dei sindaci calabresi mentre

sarà attivo un sistema di allerta meteo. In futuro, è stato

anticipato, è prevista la realizzazione di una Carta di rischio

degli incendi.(ANSA).

Intercettazioni, Siulp Catanzaro: mannaia su operatività forze di polizia

 CATANZARO, 11 GIU - "Il provvedimento del Governo

sulle intercettazioni e la manovra correttiva calano una mannaia

sull'operatività delle forze di polizia". A sostenerlo è il

Siulp, il sindacato di polizia, di Catanzaro.

   "Ieri - ha sostenuto il segretario provinciale del Siulp,

Carmelo Lufrano - con il voto di fiducia al Senato si è

celebrato il funerale del più importante strumento

investigativo nella lotta alla criminalità organizzata e non.

Lo stesso strumento che ha consentito, grazie al lavoro di anni,

di assicurare alla giustizia i più pericolosi criminali del

nostro Paese. Risultati che, spesso, alcuni ministri si

attribuiscono in modo improprio, oserei dire anche scorretto,

specie se accompagnato dall'assoluta mancanza di riconoscimento

a chi ha davvero lavorato per il conseguimento di quei

risultati".

   "C'é uno scontro - ha proseguito - tra due poteri dello

Stato, quello legislativo e quello giudiziario, cosa questa già

anomala e dannosa; ma per il Siulp, i magistrati hanno una

ragione della massima evidenza: con questi provvedimenti si

mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini, vanificando

l'azione delle forze di polizia. Infatti, i tagli operati e le

restrizioni alle retribuzioni costringeranno polizia e

carabinieri ad eliminare volanti e gazzelle che controllano il

territorio nonché a diminuire l'impiego di personale nei

servizi di ordine pubblico, proprio in un momento in cui aumenta

a dismisura la tensione sociale nel Paese".

   "Per questo - ha concluso Lufrano - il Siulp lancia una

raccolta di firme a livello nazionale contro il provvedimento

sulle intercettazioni e contro la manovra correttiva. Bisogna

dire basta ad una politica della sicurezza che non consente ai

poliziotti di lavorare, specialmente su strada, e che vede nei

fatti vanificati tutti i roboanti annunci propagandistici del

Governo". (ANSA).

Nuovo Psi Catanzaro, Franco Conidi con Vendola: espulso da partito

CATANZARO, 11 GIU - La Segreteria provinciale di

Catanzaro del Nuovo Psi, in un comunicato, ha reso noto che

"Franco Conidi, divenuto consigliere provinciale del Nuovo Psi,

in seguito alla nomina ad assessore provinciale di Salvatore

Garito, è stato espulso dal Partito con provvedimento della

Commissione regionale di Garanzia il 26 aprile 2010".

   Il provvedimento, prosegue la nota, è stato "notificato

allo stesso interessato, alla Segreteria nazionale ed alla

Commissione nazionale di Garanzia".

   "La motivazione - prosegue la nota - è prevista dall'art. 5

dello Statuto del Partito, il quale stabilisce che deve essere

espulso dal Partito chi si candida in altre liste. Com'é noto

Franco Conidi, allora consigliere in carica del Nuovo Psi, si è

candidato nelle ultime elezioni regionali nella lista 'Psi

Sinistra Vendola', passando dal centrodestra al

centrosinistra". (ANSA).

Medici Cosenza scrivono a Scopelliti: salvare ospedale Annunziata

 COSENZA, 11 GIU - Un gruppo di 75 medici ha rivolto 

un appello al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, 

affinché sia salvato l'ospedale Annunziata di Cosenza.

   L'appello è stato sottoscritto, al di là delle appartenenze 

politiche e sindacali, perché l'ospedale "ha bisogno di 'cure' 

immediate per potere dare risposte adeguate ai bisogni di salute 

dei calabresi". I medici chiedono a Scopelliti ed alla Giunta 

di farsi promotori di un "progetto di riqualificazione e di 

rilancio della struttura, ormai ridotta alla stregua di un 

malato terminale".

   "Stiamo vivendo una grande preoccupazione - è scritto 

nell'appello (primi firmatari Teresa Papalia, Francesco Rose, 

Luciano Di Leone, Maria Sicilia e Gianfranco Scarpelli) - per le 

condizioni in cui versa l'Ospedale di Cosenza e per le notizie 

sempre più disastrose sui limiti economici imposti dal piano di 

rientro. Agli amministratori calabresi della salute e a tutte le 

forze sane di questa Regione chiediamo uno scatto di dignità 

che allontani e isoli la malapolitica, e faccia emergere un 

progetto di reale e vitale ricostruzione di tutto il pianeta 

sanità regionale e del nostro ospedale. Come medici siamo 

convinti che il rischio più grande è quello di arrendersi di 

fronte a questa realtà di disfacimento che ormai 

quotidianamente offre soltanto titoli di malasanità ai giornali 

e poche o nulle motivazioni ai lavoratori".

   "Riteniamo non più procrastinabile - proseguono i medici - 

che i cittadini abbiano riconosciuto il diritto di cura nella 

propria terra e che gli operatori sanitari abbiano quella 

serenità necessaria per lavorare in un settore così delicato. 

Come medici reclamiamo un servizio più efficiente sia dal punto 

di vista organizzativo che qualitativo, come utenti abbiamo 

necessità di vedere riconosciuto il diritto a un modello di 

sanità incentrato esclusivamente sui bisogni di salute del 

cittadino. L'ospedale di Cosenza sta vivendo, ormai da oltre un 

anno, una emergenza nell'emergenza. La dismissione di alcune 

strutture della provincia o la paventata chiusura di altre hanno 

di fatto sovraccaricato e sovraccaricheranno sempre più, con 

l'annunciata chiusura dei piccoli ospedali, il nosocomio con 

urgenze provenienti da tutto il territorio cosentino e non 

solo".

   "Qualcuno deve però prendere atto che questo ospedale - 

prosegue l'appello a Scopelliti - ha, da tempo, reparti con 

organici di medici e paramedici insufficienti a gestire 

l'ordinario, per cui non si può pretendere che nelle condizioni 

attuali il nostro ospedale sia il punto di riferimento per il 

territorio, di cui c'é tanto bisogno. E' di questi giorni la 

notizia dell'abbattimento di oltre il 50% delle sedute 

operatorie e il rinvio d'interventi chirurgici, per pazienti 

già in lista d'attesa da mesi, per carenza di personale. Con le 

sue strutture, per la maggior parte obsolete, l'ospedale sta 

crollando giorno dopo giorno accartocciandosi sulle sue 

inefficienze".

   "Di fronte a una società che giorno dopo giorno cresce nei 

bisogni e nelle esigenze - proseguono i medici dell'ospedale - 

chiediamo alla Giunta regionale di non proporsi solo in maniera 

ragionieristica ma di essere un gestore attento alle 

problematiche sanitarie in termini reali, salvaguardando il 

diritto dei cittadini, con un'oculata e necessaria visione del 

rapporto costo-benefici e con una riorganizzazione 

dell'esistente. La riuscita del piano di rientro non può 

prescindere da una politica di investimento altrimenti è solo 

distruzione".

   "Chiediamo pertanto - concludono i medici - che 

nell'attuazione del piano di rientro, laddove si prevede la pur 

necessaria riconversione di alcuni piccoli ospedali, si valuti 

la possibilità di non applicare i tagli, previsti per gli 

ospedali più piccoli, alle Aziende ospedaliere che dovranno 

svolgere la funzione di ospedali di riferimento per tutta la 

regione. Chiediamo pertanto che l'ospedale di Cosenza, finora 

sottofinanziato, sia rivisitato e potenziato nelle sue piante 

organiche e nelle sue risorse economiche, tecnologiche e 

strutturali". (ANSA).