Gerocarne (VV). Lite per confini terreno, ferito un avvocato

GEROCARNE (VIBO VALENTIA), 23 GIU - Un avvocato Rosario Lopreiato è stato ferito in modo grave a colpi di arma da fuoco al culmine di una lite per questioni di confini di terreni agricoli nella frazione Sant'Angelo di Gerocarne, nel vibonese. A sparare contro il professionista è stato un vicino, Francesco Donato. L'avvocato Lopreiato è stato soccorso e trasportato in gravi condizioni nell'ospedale di Vibo Valentia. La lite tra il professionista e il suo vicino di terreno, scoppiata nella mattinata di oggi, è subito degenerata al punto che Donato ha estratto una pistola facendo fuoco contro Lopreiato. Da tempo i due vicini erano al centro di una contesa giudiziaria relativa agli esatti confini tra i terreni di loro proprietà. Sul posto sono giunti i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia e la polizia di Stato.

le persone ferite nella sparatoria avvenuta a Gerocarne, nel vibonese Sono tre. Oltre all'avvocato Rosario Lopreiato è rimasto anche Francesco Donato la persona (che si trova in ospedale) alla quale il professionista doveva notificare un provvedimento, e un'altra persona del tutto estranea alla vicenda che si è trovata accidentalmente nella traiettoria dei proiettili. Il più grave dei tre è l'avvocato, colpito all'addome, ricoverato nell'ospedale di Vibo Valentia dove è stato portato anche Donato che ha ferite alle gambe. Il terzo, ferito solo lievemente, è stato portato nell'ospedale di Soriano. Secondo quanto emerso dalle prime indagini l'avvocato assieme ad un ufficiale giudiziario si è recato a Gerocarne per notificare a Donato l'atto di recupero relativo ad un terreno. L'uomo alla vista dei due avrebbe estratto una pistola sparando contro l'avvocato che ha risposto al fuoco utilizzando l'arma regolarmente detenuta. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri coordinati dalla procura di Vibo Valentia.

LOCRI: PROSEGUE IL PROCESSO SULLA FAIDA DI SAN LUCA, DISPOSTA LA COMPARAZIONE DEL DNA DI GIOVANNI STRANGIO

LOCRI (REGGIO CALABRIA), 18 GIU - Il Dna di Giovanni Strangio sarà comparato con le tracce trovate a bordo di una Renault Clio usata dagli autori della strage di Duisburg. La perizia è stata disposta dai giudici della Corte d'assise di Locri dinanzi ai quali è in corso il processo a 14 persone coinvolte nella faida di San Luca e nella strage compiuta in Germania il giorno di Ferragosto del 2007. Strangio è ritenuto dall'accusa l'ideatore ed uno degli esecutori della strage. I giudici hanno disposto anche la comparazione del Dna di Strangio con le tracce trovate dalla polizia tedesca nella sua abitazione di Kaarst in Germania. Nell'udienza di stamani è stato sentito un consulente della famiglia Vottari il quale ha esaminato una cassetta video nella quale è stato registrato un il pranzo del natale 2006, il giorno in cui fu uccisa Maria Strangio e furono ferite altre quattro persone tra cui un bambino. Il consulente ha riferito che il video non è stato manomesso e che nelle immagini si vede Sebastiano Vottari, accusato di aver partecipato all'omicidio di Maria Strangio, che all'ora del delitto era con i suoi familiari. Nel video, inoltre, si vede anche Vottari fare una telefonata con un cellulare. Il consulente ha riferito ai giudici che dai tabulati risulta una telefonata così come emerge dal video. Il processo è stato aggiornato al 21 giugno, quando saranno sentiti altri testimoni.

AGGUATO A CATANZARO, UN MORTO

CATANZARO, 17 GIU - Un uomo, Vincenzo Duro, è stato ferito in un agguato compiuto da sconosciuti a Catanzaro, nel quartiere Corvo. L'uomo era nei pressi di una rivendita di tabacchi quando è stato raggiunto da alcuni colpi d'arma da fuoco. Sul luogo del ferimento sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile.

L'uomo, secondo quanto si è appreso, è stato ferito all'addome. E' stato accompagnato nell'ospedale di Catanzaro, dove è stato ricoverato con prognosi riservata.  Purtroppo Vincenzo Duro, nonostante la giovane eta' non ce l'ha fatta, spegnendosi a 26 anni. Duro è deceduto dopo il ricovero nell'ospedale Pugliese. Le condizioni del giovane erano apparse subito molto gravi ed a nulla sono valse le cure prestategli dai sanitari. Secondo la ricostruzione fatta dalla Squadra mobile, l'agguato è stato fatto dopo che Duro è uscito da una rivendita di tabacchi, in viale Isonzo, nel quartiere Corvo. A sparare è stata una persona che impugnava una pistola calibro 9. La vittima è stata raggiunta da cinque colpi all'addome. Non risulta, secondo quanto è emerso dalle indagini, che Duro avesse precedenti penali. Sul movente dell'omicidio, dunque, al momento, non si esclude alcuna ipotesi.

BROGNATURO: GUERRA DI 'NDRANGHETA, UNA LUNGA SCIA DI OMICIDI

Si indaga a tutto campo dopo il ferimento di Santo Procopio e l'omicidio di Salvatore Vallelunga, avvenuti nella stessa località, nei pressi dell’invaso «La Lacina» nel comune di Bognaturo, in provincia di Vibo Valentia, in una zona confinante col territorio Catanzarese. 
Il medico legale farebbe risalire la morte del Vallelunga al pomeriggio di lunedì. Secondo gli inquirenti nella zona a cavallo tra le due province sarebbe ripresa, anche in maniera cruenta, una faida tra cosche che si contendono il controllo delle attività illecite sul territorio, la cosiddetta "faida dei boschi". 
Inoltre è emerso che Salvatore Vallelunga, l’operaio ucciso a Brognaturo, nel momento dell’omicidio era insieme a Santo Procopio, che è stato ferito nella stessa circostanza. Gli investigatori hanno appurato che l’omicidio di Vallelunga risale infatti a lunedì, anche se il suo cadavere è stato trovato nella mattinata di ieri, e che obiettivo dell’agguato in cui è stato ucciso l'operaio boschivo era anche Santo Procopio. Quest’ultimo, però, è rimasto soltanto ferito ed è riuscito a sfuggire agli assassini. Un’ipotesi che viene presa concretamente in considerazione dagli investigatori, inoltre, è che l’agguato contro Vallelunga e Procopio rappresenti la risposta all’assassinio venerdì scorso a Gagliato, dei fratelli gemelli Nicola e Vito Grattà.

La faida 
E' in atto da anni tra esponenti delle cosche del Vibonese e della zona dello Jonio catanzarese e reggino, ed è iniziata per contrasti nella gestione degli interessi collegati al disboscamento e che poi si è ampliata al controllo di altre attività criminali, ed in particolare alle estorsioni ai danni degli imprenditori della zona. Nella faida sarebbe coinvolta anche la cosca Ruga-Metastasio, che controlla le attività illecita nella Valle dello Stilaro, nella Locride.
Damiano Vallelunga era considerato il capo della «cosca dei viperari». Con il suo assassinio la scontro ha registrato un’improvvisa recrudescenza.

Gli omicidi
All’uccisione di Damiano Vallelunga, considerato «intoccabile» per il suo prestigio criminale, ha fatto seguito una lunga serie di omicidi tutti inquadrabili, secondo gli investigatori, nello stesso contesto criminale. L’11 marzo scorso è stato assassinato Domenico Chiefari, boscaiolo, e cinque giorni dopo Francesco Muccari, anche lui legato ad ambienti criminali della zona. Nel luglio dello scorso anno tra Sant'Andrea dello Jonio e Isca sullo Jonio erano stati uccisi Luciano Bonelli e lo zio, Vincenzo Varano. Il 21 aprile scorso a Stilo (Rc) è stato ucciso Giovanni Vallelonga, cugino di Damiano Vallelunga. Nuovo agguato il giorno dopo, a Soverato, con l’assassinio di Vittorio Sia, capo del 'localè di Soverato, ucciso con alcune raffiche di kalashnikov. L’11 giugno scorso la faida registra un ulteriore violenta tappa con il duplice omicidio dei fratelli gemelli Nicola e Vito Grattà, di 38 anni, uccisi a Gagliato (Cz) mentre giocavano a carte in un magazzino. 
Ieri, infine, il ferimento a Brognaturo di Santo Procopio, di 25 anni, ricoverato con prognosi riservata negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. 

Il procuratore Lombardo
Sulla pericolosa situazione venutasi a creare c'è la «massima attenzione» da parte della Dda di Catanzaro, come assicura il Procuratore della Repubblica, Vincenzo Lombardo: «Si tratta – ha detto Lombardo - di una vicenda complessa che stiamo tentando di decifrare in collaborazione con la Dda di Reggio Calabria per il possibile coinvolgimento di cosche della Locride. Quella che è in atto è una vera e propria guerra che come Dda stiamo comunque affrontando con grande determinazione». 

BROGNATURO (VV): NUOVO OMICIDIO COLLEGATO ALLA "FAIDA DEI BOSCHI"

BROGNATURO, 15 GIU - Si allunga la scia di sangue provocata dalla cosiddetta ''faida dei boschi". La serie di omicidi ha registrato stamattina un ulteriore episodio con l'omicidio, nella zona delle Serre vibonesi, a cavallo tra Brognaturo e Guardavalle, di Salvatore Vallelunga, di 51 anni, fratello di Damiano, assassinato il 27 settembre dello scorso anno a Riace (Reggio Calabria) davanti ad un santuario dove era in corso la festa patronale del paese. La faida si collega allo scontro in atto da anni tra esponenti delle cosche del Vibonese e della zona dello Jonio catanzarese e reggino cominciato per contrasti nella gestione degli interessi collegati al disboscamento e che poi si è ampliato al controllo di altre attività criminali, ed in particolare alle estorsioni ai danni degli imprenditori della zona. Nello scontro sarebbe coinvolta anche la cosca Ruga-Metastasio, che controlla le attività illecita nella Valle dello Stilaro, nella Locride. Damiano Vallelunga era considerato il capo della "cosca dei viperari". Con il suo assassinio la scontro ha registrato un'improvvisa recrudescenza. All'uccisione di Damiano Vallelunga, considerato un "intoccabile " per il suo prestigio criminale, ha fatto seguito una lunga serie di omicidi tutti inquadrabili, secondo gli investigatori, nello stesso contesto criminale. L'11 marzo scorso è stato assassinato Domenico Chiefari, boscaiolo, e cinque giorni dopo Francesco Muccari, anche lui legato ad ambienti criminali della zona. Nel luglio dello scorso anno tra Sant'Andrea dello Jonio e Isca sullo Jonio erano stati uccisi Luciano Bonelli e lo zio, Vincenzo Varano. Il 21 aprile scorso a Stilo (Reggio Calabria) è stato ucciso Giovanni Vallelonga, cugino di Damiano Vallelunga. Nuovo agguato il giorno dopo, a Soverato, con l'assassinio di Vittorio Sia, capo del 'locale' di Soverato, ucciso con alcune raffiche di kalashnikov. L'11 giugno scorso la faida registra un ulteriore violenta tappa con il duplice omicidio dei fratelli gemelli Nicola e Vito Grattà, di 38 anni, uccisi a Gagliato (Catanzaro) mentre giocavano a carte in un magazzino. Ieri, infine, un nuovo episodio con il ferimento a Brognaturo di Santo Procopio, di 25 anni, ricoverato con prognosi riservata negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Una situazione, dunque, che si fa di giorno in giorno sempre più grave ma sulla quale c'é la "massima attenzione" da parte della Dda di Catanzaro, come assicura il Procuratore della Repubblica, Vincenzo Lombardo. "Si tratta - ha detto Lombardo - di una vicenda complessa che stiamo tentando di decifrare in collaborazione con la Dda di Reggio Calabria per il possibile coinvolgimento di cosche della Locride. Quella che è in atto è una vera e propria guerra che come Dda stiamo comunque affrontando con grande determinazione".

Ponte Stretto, a Messina manifestazione 'no ponte'

PONTE STRETTO: A MESSINA MANIFESTAZIONE "NO PONTE"


   (ANSA) - MESSINA, 13 GIU - Circa 500 persone della

Rete 'No Ponte' hanno occupato questo pomeriggio il cantiere

della società Stretto di Messina dove è stata posizionata

una trivella per fare i primi accertamenti relativi alla

realizzazione del ponte sullo Stretto.

   Sulla trivella è stata messa la bandiera "No Ponte".

Agenti della Digos hanno controllato la situazione e non ci sono

stati incidenti. 

Rossano (Cs). Comitato sì centrale carbone: fallita manifestazione contro riconversione

(ANSA) - ROSSANO (COSENZA), 13 GIU - "I grandi proclami del

no alla riconversione della centrale Enel di Rossano si sono

immediatamente dimostrati per quelli che realmente sono".  E'

quanto scritto in una nota del 'Comitato si alla riconversione

della centrale Enel di Rossano.

   ''Ieri sera - prosegue la nota - la manifestazione contro la

riconversione ha visto una piazza praticamente vuota, che ha

accolto gli urlanti relatori speranzosi di convincere i

rossanesi circa la bontà delle proprie idee. Ieri hanno avuto

la prova che la città non è con loro. Nonostante gli sforzi

che stanno producendo, non riescono neppure a movimentare una

piazza. Non fosse stato per qualche bambino, attratto dai

giocolieri o che voleva il suo palloncino, Filareto, Bonelli e

compagnia si sarebbero parlati tra di loro. Ne tanto meno sono

riusciti a portare in piazza una piccola percentuale delle

persone a cui è stato estorta la firma per il no alla

riconversione. Firme estorte da medici compiacenti, da cassiere

di supermercati minacciate di licenziamento ed addirittura nella

hall del cinema teatro durante un saggio di danza".

   "Tutte firme estorte - aggiunge il Comitato - ma che ieri

hanno dimostrato quanto valgono. Ancora ieri sera dal palco è

stato detto che il territorio questa riconversione non la vuole.

Ma di quale territorio parlano? La gente si è resa conto

perfettamente che questa politica locale fa solo gli interessi

dei ricchi. Ieri sera è stato anche detto da qualcuno, che le

presenze turistiche nella fascia jonica sono in continuo

aumento. Bene, benissimo, ma rispetto alle presenze che

arricchiscono i proprietari di villaggi e strutture turistiche,

quante persone hanno trovato lavoro? Per quanto tempo all'anno?

Quanto hanno percepito? Davvero troppo facile rispondere alle

teorie di quanti affermano tali mezze verità nella speranza di

convincere qualcuno".

   "Oggi è difficile continuare - conclude - a prendere in

giro le persone per come si è fatto per tanti anni nel passato.

Un'ultima considerazione sul flop di ieri dei verdi, Oliverio,

Filareto e compagnia: il Comune di Corigliano Calabro non era

presente. Chissà perché?".

Rossano (Cs). Verdi promuovono manifestazione per no a centrale carbone. Presenti Bonelli e Oliverio

ROSSANO (COSENZA), 12 GIU - In piazza per dire no

alla riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel

di Rossano. 

   Slogan contro i rischi del carbone sono stati scanditi per

tutta la durata della manifestazione promossa dai Verdi,

presenti il leader del partito Angelo Bonelli e il presidente

della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio che definito l'opera

dell'Enel "colonialistica, come avveniva negli anni sessanta

quando si andava in Sudafrica e si praticavano interventi di

colonizzazione".

   "La nostra è una regione d'Europa - ha sostenuto Oliverio -

e non una regione che vive nell'era dell'Imperialismo. Ci

muoveremo con tutte le nostre energie e gli strumenti che la

legge ci offre per impedire che questo territorio venga

massacrato, perché una riconversione a carbone significherebbe

una compromissione delle potenzialità e delle prospettive di

sviluppo di questo territorio".

   "Esistono le alternative al carbone - ha sottolineato

Bonelli - e sono le politiche per il risparmio, le efficienze

energetiche che possono produrre migliaia di posti di lavoro e

le energie rinnovabili. La decisione dell'Enel di portare il

carbone a Rossano è irresponsabile, irresponsabile nei

confronti dei cittadini, dell'economia, dell'agricoltura

fiorente qui intorno a questa realtà, perché ricordiamolo, il

carbone emette nell'atmosfera tanti inquinanti e gli agricoltori

saranno destinati a cessare di fare la propria attività. Noi

non siamo al Governo di questa regione né a quello del Paese ma

possiamo bloccare la riconversione della centrale a carbone con

un'azione massiccia di informazione, ma anche ricordando

all'Unione Europea, e lo farò dalla settimana prossima, perché

questa decisione viola il Protocollo di Kyoto".

GAGLIATO: DUPLICE OMICIDIO NEL CATANZARESE

GAGLIATO (CZ), 12 GIU - E' stata rapida e precisa l'azione dei sicari che hanno compiuto il duplice omicidio dei fratelli gemelli Nicola e Vito Grattà, di 38 anni, uccisi ieri a Gagliato. Nel corso della notte i carabinieri del reparto operativo provinciale di Catanzaro e della Compagnia di Soverato hanno compiuto una serie di accertamenti per ricostruire la dinamica del delitto. I gemelli Grattà, entrambi pastori e con piccoli precedenti, sono stati uccisi mentre giocavano a carte in un magazzino a poca distanza dal centro di Gagliato, piccolo paese dell'entroterra soveratese. Ad agire è stato un commando composto da due persone giunto a bordo di uno scooter. Nell'agguato è rimasta lievemente ferita una terza persona che era insieme alle due vittime mentre una quarta, il proprietario del magazzino, è rimasta illesa.    Contro i due fratelli sono stati sparati almeno otto colpi di pistola calibro 7,65 che hanno raggiunto le vittime in diverse parti del corpo. Per tutta la notte gli investigatori hanno sentito le due persone che erano in compagnia delle due vittime
ma al momento non sarebbero emersi elementi utili alle indagini. I carabinieri hanno compiuto anche numerose perquisizioni e controlli nei confronti di persone con precedenti penali residenti nella zona del soveratese. L'ipotesi degli inquirenti è che il duplice omicidio rientri nell'ambito di uno scontro tra le cosche della 'ndrangheta del basso Jonio catanzarese, l'alto Jonio reggino e la zona interna delle serre vibonesi.

VIBO VALENTIA: MINACCIAVA VICINI DI CASA, ARRESTATO PER STALKING

VIBO VALENTIA, 12 GIU - Una ordinanza di custodia cautelare è stata notificata dai carabinieri di Vibo Valentia ad Antonio La Bella accusato di stalking. L'uomo è accusato di aver compiuto atti persecutori nei confronti dei vicini di casa i quali da tempo erano costretti a subire quotidianamente gravi minacce. L' ultimo episodio risale ai primi giorni di marzo, quando La Bella ha aggredito nell'atrio condominiale il proprio vicino di casa rimproverandolo del fatto di aver dovuto subire i rumori provocati dal figlio. L'ordinanza a La Bella è stata notificata nel carcere di Castrovillari dove l'uomo è attualmente detenuto.