Tropea: crolla pensilina case popolari, ferita una donna

Una donna di 43 anni, S.C, casalinga, è stata ricoverata all’ospedale di Tropea, nel vibonese, con una ferita lacerocontusa alla testa in seguito al crollo di una pensilina al quarto piano delle case popolari di via Libertà. Il crollo che avrebbe potuto provocare danni più gravi è avvenuto intorno a mezzogiorno. Mentre la donna veniva ricoverata, sul luogo sono arrivati i carabinieri della compagnia della cittadina tirrenica ed i Vigili del fuoco di Vibo Valentia coordinati dal geometra Domenico Ferito, i quali con l’ausilio di una gru hanno lavorato per tutto il pomeriggio con lo scopo di rimuovere i pericoli e mettere in sicurezza l'area. 

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Droga e armi, otto arresti da Lecco alla Calabria

Un' Operazione antidroga, condotta dalla Squadra Mobile genovese ha portato alla scoperta di un traffico di stupefacenti che andava da Lecco alla Calabria. Emessi otto provvedimenti di custodia cautelare in carcere, da parte del Gip del tribunale di Genova, Massimo Cusatti, su richiesta del pm Biagio Mazzeo, nei confronti di italiani di origine genovese e calabrese, accusati a vario titolo del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo ectasy, cocaina, hashih e marijuana, nonchè di detenzione illegale di armi, anche clandestine e corredate da relativo munizionamento e silenziatore. Nel corso delle indagini, avviata ad aprile 2009 e concluse nel novembre dello stesso anno, sono stati effettuati numerosi arresti in flagranza di reato anche nei confronti di tre individui non colpiti oggi da provvedimento restrittivo in quanto tuttora detenuti; sequestrati ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, anche in territorio estero e con l'apporto dei collaterali organismi investigativi. I provvedimenti restrittivi sono stati adottati a seguito di una laboriosa attività di indagine, principalmente consistente in appostamenti e pedinamenti effettuati a Genova, a Lecco ed in territorio calabro. 

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COSENZA: DUE ARRESTI PER ESTORSIONE

COSENZA, 24 GIU - Due persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Cosenza con l'accusa di estorsione. Si tratta di un consigliere comunale di minoranza, Ottavio Chiappetta, di 38 anni, arrestato dai carabinieri a Marano Marchesato con l'accusa di estorsione, e di Claudio Perna, di 45 anni, appartenente all'omonima famiglia mafiosa che controlla le attivita' illecite nel circondario di Cosenza. I carabinieri, nel corso di una conferenza stampa, hanno riferito che l'estorsione di cui sono accusati Chiappetta e Perna sarebbe stata compiuta ai danni del gestore di un distributore di benzina, con cui Chiappetta aveva costituito una societa' per la gestione di eventi e spettacoli. Chiappetta avrebbe rivolto al socio, con la complicita' di Perna, una serie di richieste estorsive che in un primo tempo la vittima ha accettato. Successivamente, pero', il gestore del distributore ha denunciato l'estorsione subita ai carabinieri.    Per Chiappetta e Perna l'autorita' giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari. 'Una misura - ha detto il colonnello Demetrio Buscia, del Comando provinciale di Cosenza dei carabinieri - che lascia l'amaro in bocca visto che i due sono accusati di estorsione aggravata e continuata. E' stata importante, tra l'altro, la collaborazione della vittima. Per questo e' importante avere fiducia e collaborare con le forze dell'ordine per contribuire a contrastare un fenomeno che sul territorio appare sempre piu' dilagante'.

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CASSANO ALLO JONIO: SEQUESTRATI BENI PER TRE MILIONI DI EURO

COSENZA, 24 GIU - Beni per un valore di oltre tre milioni di euro sono stati sequestrati dalla Polizia nel territorio di Cassano allo Ionio, nel cosentino. I beni, sequestrati dall'Ufficio misure di prevenzione della Questura di Cosenza con la collaborazione del Reparto prevenzione crimine Calabria, riguarda un esponente della cosca Forastefano, che opera nella zona dell'Alto Ionio cosentino.

Appartamenti, magazzini, imprese e un terreno edificabile assieme ad autoveicoli e un libretto di risparmio postale. Sono i beni sequestrati dalla Questura di Cosenza a Cosimo Giuseppe Rizzo, di 49 anni, cognato del boss di Cassano allo Jonio Antonio Forastefano. Rizzo, ritenuto elemento di spicco della cosca, con il compito di gestire il settore degli stupefacenti, è stato arrestato nell'ambito dell'operazione Omnia per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, è attualmente detenuto. Il sequestro di beni, per un valore di tre milioni di euro, è stato disposto dal Tribunale misure di prevenzione su proposta della Questura di Cosenza. Tra i beni sequestrati due imprese, un magazzino, due appartamenti in costruzione, un'abitazione composta da nove vani e un terreno edificabile. Ci sono anche alcuni autoveicoli tra cui vetture di grossa cilindrata, un autocarro, fuoristrada, moto e un libretto di risparmio cointestato a Rizzo e alla moglie Atena Sbarra. Con quello di oggi salgono a 13 i sequestri di beni eseguiti dalla Questura di Cosenza, per un totale di 55 milioni di euro. Le confische, invece, sono state 12, per un valore complessivo di 83 milioni.

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REGIONE: BERSANI NOMINA MUSI COMMISSARIO DEL PD

CATANZARO, 24 GIU - Con una lettera inviata oggi al segretario regionale e ai presidenti dell'assemblea regionale e della commissione regionale di garanzia, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha nominato il senatore Adriano Musi commissario del partito in Calabria. Bersani nella lettera afferma che il Pd in Calabria sta vivendo un momento "difficile. La sconfitta - scrive il segretario - alle recenti elezioni regionali ha evidenziato non solo una forte criticità del rapporto del centrosinistra con la società calabrese dopo anni di governo della Regione, ma anche i limiti del Pd nell'attrazione di consenso, soprattutto in relazione alla sua tradizionale forza elettorale".

Nella lettera Bersani sottolinea la situazione di difficoltà del gruppo dirigente regionale "che ha faticato, e non è riuscito, a trovare una leva da cui far partire una positiva reazione politica ed organizzativa. L'importanza della Calabria, non solo per il Mezzogiorno, e la storia del radicamento del centrosinistra e del Pd in questa regione richiedono l'apertura di una nuova fase, come responsabilmente ha voluto sollecitare anche il segretario regionale Carlo Guccione". Per questi motivi, Bersani sentita la commissione nazionale di garanzia ha nominato ai sensi dell'art.17 comma 3 dello Statuto un commissario individuandolo nel senatore Adriano Musi "personalità di esperienza, equilibrio ed affidabilità al quale - scrive il segretario nazionale del Pd - va naturalmente il pieno sostegno di tutto il gruppo dirigente nazionale ed un sincero augurio di un proficuo lavoro. L'auspicio di tutti è che, in tempi brevi, si compia e sia chiaramente percepibile un cambio di passo nella costruzione del Pd e nel suo radicamento nella società, attraverso la valorizzazione delle tante energie vitali ancora presenti, e sicuramente disponibili ad un rinnovato impegno, ed il coinvolgimento di nuove risorse di cui é certamente ricca la società calabrese".

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REGIONE: CHIZZONITI PRESENTA ESPOSTI SU ELEZIONE RAPPOCCIO

REGGIO CALABRIA, 24 GIU - Associazione per delinquere, voto di scambio, millantato credito, truffa ed altro sono le ipotesi di reato demandate alle "Superiori valutazioni tecniche delle Procure della Repubblica di Reggio, Palmi e Locri in ordine al "sorprendente exploit di Antonio Rappoccio eletto al Consiglio Regionale nella lista 'Insieme per la Calabria' in quota PRI". Lo ha ufficialmente comunicato il primo dei non eletti nella stessa lista l'Avv. Aurelio Chizzoniti, Presidente del Consiglio Comunale della Città di Reggio Calabria, nel corso di una conferenza stampa confermando la presentazione il 17 giugno "di un voluminoso dossier - è sdetto in una nota - che riferisce di un bando indetto dall'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria per selezionare 59 operai per l'Azienda Forestale Regionale, nonché della incessante attività del neo Consigliere Regionale Rappoccio impegnato da quasi due anni a selezionare in chiave elettorale attraverso talune società e cooperative quali Astrambiente ed Alicante ben riconducibili al Consigliere Rappoccio addirittura 400 lavoratori per conto di una fantomatica multinazionale del fotovoltaico il cui nome ancora oggi nessuno conosce". Richiamando, altresì, "l'incredibile storia di pagamenti di quote associative a cooperative inattive alla data odierna finalizzate all'assunzione in società, fabbriche e quant'altro inventato tutto puntualmente inesistente mentre incalza Chizzoniti l'unica cosa certa è che dopo circa due anni di subdole ed infide iniziative occupazionali nessun disperato disoccupato è stato assunto". Sul versante istruttorio Chizzoniti ha chiesto il sequestro del conto corrente postale acceso dall'Alicante "ove sono confluite le quote degli aspiranti ad un posto di lavoro che vivono quotidianamente il dramma della disoccupazione cinicamente strumentalizzato. E' stato altresì chiesto il sequestro di numerosi contratti telefonici di utenze fisse e mobili nonché di atti, documenti e cose sia quale corpo dei reati ipotizzati che per l'accertamento dei fatti ricostruiti. Completano il quadro istruttorio la indicazione di circa 40 testimoni alcuni dei quali hanno già rilasciato dichiarazioni accusatorie ad un investigatore privato officiato dall'Avv. Chizzoniti esibendo anche le ricevute postali dei versamenti effettuati, le lettere di convocazione, bigliettini senza firma per il differimento di fantomatiche prove orali e tantissimi altri documenti utili alle indagini. Spicca - prosegue il comunicato - fra le testimonianze richieste quella del Comandante il Gruppo Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria che sarebbe stato chiamato in causa in ordine ad una denuncia verbale da parte dei vertici burocratici dell'Amministrazione Provinciale reggina afferente le migliaia di domande dichiarate inammissibili dai Centri per l'Impiego della Provincia di Reggio Calabria in relazione ad un concorso dalla stessa indetto nel cui contesto sarebbero state dichiarate inammissibili migliaia di domande per dichiarazioni mendaci o produzione di false certificazioni. Secondo Chizzoniti non è stato rispettato l'obbligo di denuncia scritta di cui all'art. 331 c.p.p".


"Intendo sottolineare che tutto ciò non mi consente di lavorare serenamente". E' quanto afferma il consigliere regionale Antonio Rappoccio, di Insieme per la Calabria, in una nota a quanto sostenuto in una conferenza stampa da Aurelio Chizzoniti, primo dei non eletti nella lista alle ultime elezioni regionali. "Voglio inoltre ricordare - prosegue Rappoccio - che bisogna accettare le scelte degli elettori e che le gogne mediatiche non fanno bene a nessuno e non portano da nessuna parte. Comunico altresì che darò mandato ai miei legali affinché si possa ristabilire la verità in modo inequivocabile ed in maniera tale che si possano dissipare dubbi sulla mia persona, mettendomi a disposizione dell'autorità giudiziaria, ove fosse necessario, per tutti i chiarimenti in merito alla vicenda in oggetto". "Tenendo conto - conclude Rappoccio - che bisogna avere sempre rispetto delle scelte del popolo non dimenticando mai che il valore di una persona si misura nella qualità delle sue azioni".

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Reggio Calabria. Accordi tra cosche Condello e De Stefano-Libri, quarantadue arresti

REGGIO CALABRIA, 23 GIU - I carabinieri del Ros hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 42 affiliati alle più importanti cosche di Reggio Calabria della 'ndrangheta e dei comuni limitrofi. Alle persone coinvolte nell'operazione, denominata Meta, vengono contestati associazione mafiosa, estorsioni, turbata libertà degli incanti ed altri reati. Le indagini hanno consentito di ricostruire gli assetti criminali di Reggio Calabria, documentando gli accordi tra le cosche Condello e De Stefano-Libri, un tempo contrapposte ed oggi alleate, per il perseguimento di comuni interessi. E' stata anche accertata la costituzione di un organismo decisionale al vertice del quale c'erano Pasquale Condello, detto "il supremo", arrestato il 18 febbraio del 2008 dopo 18 anni di latitanza, e Giuseppe De Stefano. Nell'ambito dell'operazione Meta, I carabinieri, hanno anche sequestrato beni per un valore di cento milioni di euro tra cui una casa di riposo per anziani di Reggio Calabria, quote societarie, attività commerciali e numerosi appartamenti. I beni, mobili ed immobili, erano nella disponibilita' delle cosche Condello e De Stefano-Libri, coinvolte nell'operazione. L'associazione mafiosa capeggiata da Pasquale Condello e Giuseppe De Stefano, infatti, avrebbe avuto anche il controllo di alcuni appalti pubblici a Reggio Calabria. E' quanto ha riferito il comandante del Ros, gen. Giampaolo Ganzer. Il controllo, è stato aggiunto, sarebbe avvenuto attraverso l'affidamento degli appalti ad imprese controllate dalle cosche. Un'attività controllata direttamente da una struttura di vertice dell'associazione della quale avrebbero fatto parte i capi delle due cosche un tempo rivali ed oggi alleate, Pasquale Condello e Giuseppe De Stefano. C'é anche un filone d'indagine che riguarda il voto delle ultime elezioni comunali a San Procopio, un centro del Reggino, nell'inchiesta che ha portato all'esecuzione da parte dei carabinieri di 42 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Reggio Calabria. Dall'indagine è emerso, in particolare, il condizionamento da parte della cosca Alvaro delle elezioni amministrative a San Procopio, per impedire ed ostacolare il libero esercizio del voto e procurare consenso elettorale ai componenti dell'associazione mafiosa costituita insieme ad altre cosche di Reggio Calabria e della provincia. Inoltre, nell'inchiesta sono indagati una trentina di imprenditori che sarebbero stati collusi con la 'ndrangheta. Si tratta, hanno riferito i carabinieri del Ros, di imprenditori che avrebbero gestito gli appalti pubblici a Reggio Calabria e di altri centri della provincia per conto delle cosche Condello e De Stefano, e Il sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, che attualmente risulta irreperibile. Secondo quanto ha riferito il procuratore della Repubblica di Reggio, Giuseppe Pignatone, Palermo sarebbe legato alla cosca degli Alvaro che avrebbe pesantemente condizionato le ultime elezioni comunali. Il gruppo criminale, in particolare, avrebbe appoggiato direttamente la lista capeggiata da Palermo ed avrebbe anche presentato un'altra lista, destinata a risultare sconfitta in modo da fare apparire che le elezioni si svolgessero regolarmente. Dunque, al momento, le ordinanze eseguite dai carabinieri sono 40 su 42. "Le persone nei confronti delle quali non è stato disposto l'arresto che era stato chiesto dal pm Giuseppe Lombardo -ha spiegato Pignatone - sono indagati di secondo piano nell'ambito dell'indagine, il cui nucleo centrale resta intatto. Abbiamo ricostruito la geografia delle cosche che rappresenta una 'fotografia' allo stato attuale, che dimostra l'alleanza tra i diversi gruppi per la gestione degli affari, che riguardavano soprattutto lavori di natura privata ad eccezione del Comune di San Procopio". A mancare all'appello, oltre al sindaco di San Procopio, anche l'avvocato civilista Vitaliano Grillo Brancati, uno dei personaggi chiave dell'associazione mafiosa. Il ruolo di Grillo Brancati, insieme a quello della moglie, Anna Maria Tripepi, anche lei avvocato, rileva il gip Filippo Leonardo nell'ordinanza, nella struttura organizzativa dell'associazione mafiosa si concretizzava soprattutto nel controllo delle aste giudiziarie per assicurare alle cosche l'acquisizione di immobili sequestrati. "In particolare, anche in forza della funzione cardine fatta svolgere alla moglie quale avvocato rappresentante tutti gli offerenti graditi ai concorrenti di estrazione mafiosa nella turbata libertà dell'incanto - afferma il gip - Grillo Brancati coordinava le operazioni dirette a pilotare le aste immobiliari di interesse della cosca di riferimento, così assicurando alla predetta la possibilità, oltre che di entrare in possesso di beni di cospicuo valore a prezzi convenienti, in forza della partecipazione monopolizzata alla pubblica gara ed al conseguente mancato rilancio delle offerte rispetto al prezzo a base d'asta, anche di accrescere l'accreditamento riscosso sul territorio dalla consorteria mafiosa, ricollegato alla possibilità di estendere a persone gradite la partecipazione alle gare di interesse caratterizzate dalle medesime condizioni di monopolio".

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ASP Catanzaro, Federfarma: pagamenti fermi da cinque mesi

CATANZARO, 23 GIU - "Da cinque mesi le farmacie spediscono le ricette del Servizio sanitario senza ricevere i previsti pagamenti. E' questa una situazione obiettivamente insostenibile che rischia di far saltare il sistema farmacia e che ci costringerà a porre doverosamente in essere tutte le iniziative necessarie per risolverla". E' quanto afferma il presidente di Federfarma Vincenzo Defilippo che esprime "profonda amarezza per la grave situazione in cui versa il settore nella nostra regione e, in particolare, nell'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro". "Sono anni, oramai - prosegue Defilipo - che, dando prova di grande senso di responsabilità, civico e professionale, stiamo prodigandoci per conservare alla farmacia quella connotazione di efficienza che la contraddistingue, quale presidio del Servizio Sanitario Nazionale ovunque e sempre presente, pronto a rispondere nel modo più esauriente alle esigenze della collettività. Tuttavia, a fronte di tanta buona volontà e spirito di collaborazione non solo non abbiamo riscontrato nei nostri interlocutori della sanità pubblica quella volontà collaborativa indispensabile per portare avanti quel processo di modernizzazione del nostro sistema sanitario che tutti noi vorremmo, ma, veniamo trattati dai dirigenti dell'Asp senza il minimo riguardo. Ci vediamo privati, di ambiti di attività istituzionalmente svolti sino ad oggi dalle farmacie, ci viene addirittura negato il sacrosanto diritto al rimborso dei medicinali che abbiamo già distribuito proprio per conto dell'Asp stessa". "Sarebbe opportuno e auspicabile - sostiene ancora il presidente di Federfarma - che gli interventi volti a contenere la spesa sanitaria fossero più equilibrati e non colpissero solo e sempre la farmaceutica convenzionata che rappresenta una delle punte di eccellenza della nostra Regione e della Asp di Catanzaro. Sono del tutto sorpreso da questo atteggiamento dell'Asp di Catanzaro ancora più per il fatto che la spesa media pro-capite per l'assistenza farmaceutica convenzionata nella provincia è in media con quella nazionale. Esiste indubbiamente, un'obiettiva necessità di rivedere la spesa all'interno dell'Asp di Catanzaro, vista la notevole esposizione finanziaria accumulata, però l'attuale problematica situazione della Asp non può essere riconducibile ad una irrazionale erogazione dei medicinali al pubblico, visto che il Servizio Sanitario Nazionale per i medicinali per i cittadini della nostra provincia spende di media meno che per gli altri cittadini italiani". "Tuttavia, non ci chiudiamo a riccio - conclude Defilippo - anzi pur confermando ampia disponibilità alla individuazione di soluzioni di contenimento della spesa sanitaria, non possiamo che esprimere sin d'ora il fermo dissenso nei confronti di una strategia aziendale che inopinatamente intenda perseguire il proprio equilibrio economico-finanziario attraverso provvedimenti penalizzanti per la cittadinanza".

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Deficit sanita', Scopelliti: fare a meno advisor KPMG

CATANZARO, 22 GIU - "Chiederò al Governo di poter continuare ad effettuare l'attività di ricognizione del debito sanitario al 2007 facendo a meno come advisor della società KPMG". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, a conclusione della serie di incontri che ha avuto oggi sul piano di rientro del deficit sanitario. "Nel corso dei vari appuntamenti - informa una nota dell'Ufficio stampa della Giunta - si è fatto il punto sull'attuale situazione, soprattutto su alcuni aspetti che accomunano le parti quali rete ospedaliera e razionalizzazione dei costi. Al termine degli incontri il presidente Scopelliti si è detto "rammaricato per aver appreso, durante la riunione, che l'advisor Kpmg non garantisce una risposta certa sull'attività di ricognizione del debito sanitario al 2007 rispetto a quanto avevamo chiesto. Alla società avevamo indicato quale data il 30 giugno e la stessa aveva assunto l'impegno che ci avrebbe dato risposte. La Calabria di oggi necessita di risposte chiare e ferme: da KPMG, dopo due anni di affiancamento, mi sarei aspettato un contributo diverso". In mattinata Scopelliti ha incontrato il presidente dell'Aiop, l'associazione dell'ospedalità privata, Enzo Paolini, e nel pomeriggio ha ricevuto, quali componenti del tavolo del piano di rientro, i rappresentanti della KPMG e dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, alla presenza del Dirigente generale della presidenza, Franco Zoccali, e del dirigente del Dipartimento Tutela della salute, Andrea Guerzoni. Per martedì prossimo, intanto, è stato già istituito un altro tavolo sul piano di rientro, allargato ai soggetti attuatori dei nuovi ospedali.

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Catanzaro, uomo sorpreso con ragazza undicenne: arrestato

 CATANZARO, 22 GIU - Avrebbe plagiato una bambina di 11 anni per abusare ripetutamente di lei. Con l'accusa di violenza sessuale aggravata in danno di minore la polizia ha arrestato in flagranza di reato Pietro Lamberto, di 59 anni, dipendente del Comune di Catanzaro, addetto ai Servizi sociali dell'ente. L'uomo è stato sorpreso dai poliziotti della squadra mobile del capoluogo calabrese mentre era in compagnia della bambina in un'abitazione estiva a Roccelletta di Borgia, sulla costa jonica catanzarese. Sull'identità della ragazzina, che dimostrerebbe solo qualche anno più dell'età che ha, vige ovviamente il massimo riserbo. A fare scattare le indagini che hanno portato all'arresto di Lamberto, che svolge l'attività di animatore culturale, è stata la denuncia della madre della ragazzina. A distanza di poche settimane dall'inizio dell'anno scolastico, infatti, la piccola ha smesso di frequentare le aule di scuola. Attualmente, secondo quanto riferito dalla polizia, la bambina presenta una condizione di grave disagio psicologico e di dipendenza dovuto con molta probabilità all'influenza che l'uomo avrebbe esercitato su di lei fino al punto di plagiarla. L'operazione che ha portato all'arresto di Lamberto, frutto di indagini complesse e articolate condotte dal personale della squadra mobile, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Dall'attività investigativa è emerso che l'uomo, impegnato nelle attività di animazione culturale e sociale, proprio in virtù del proprio ruolo all'interno dell'ente locale, era entrato in contatto con la famiglia della bambina riuscendo ad assoggettare psicologicamente la ragazzina. La situazione di disagio vissuta dalla piccola, pur nel contesto di una famiglia numerosa e in condizioni di indigenza, non sarebbe sfuggita alla madre che, insospettita dal comportamento della figlia, si è rivolta alla polizia. Le indagini hanno quindi messo in evidenza il ruolo di Lamberto e, sulla base dei riscontri ottenuti, hanno portato al blitz di oggi conclusosi con l'arresto dell'operatore sociale. La ragazzina è stata affidata adesso alle cure di una Casa famiglia nell'ambito della provincia. Il compito che spetta agli operatori è adesso quello di ricostruire per lei il percorso di normalità così bruscamente e violentemente interrotto.

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